Milan, Mirabelli: "Avventura bellissima, ma non trovammo cose semplici"
Un'avventura vista a centro all'ora, in un momento storico per il Club tra i più complessi di sempre. Massimiliano Mirabelli, ex direttore sortivo del Milan durante l'era dei cinesi, è tornato a parlare del suo passato in rossonero ai microfoni di Carlo Pellegatti. Un racconto fatto di orgoglio, ma anche di tanti retroscena legati alle difficoltà percepite durante l'insediamento nel diavolo.
Milan, senti Mirabelli: "Troppi contratti in scadenza..."
Subentrare dopo i lunghi trent'anni della gestione Berlusconi non era un compito assolutamente facile per nessuno, soprattutto se i contento strutturale presentava diverse scadenze immediate ed un forte scetticismo generale:“Ricordo che è stata un’avventura bellissima, mozzafiato. Non trovammo cose semplici, eravamo subentrati in una situazione in cui c’erano tanti giocatori a scadenza. Dovevamo fare la squadra, avevamo una proprietà cinese molto chiacchierata. Non è stata una cosa semplice ma credo che se si vanno a guardare quei numeri credo che siano stati numeri importanti."
Nonostante le voci legate alla solidità finanziaria del club, l'ex rossonero ha voluto riferire che il lavoro svolto sul campo è stato comunque positivo, riferendosi anche alla 'magica estate dei 11 colpi di mercato':
"Riconquistammo l’Europa, eravamo la terza o quarta squadra più giovane d’Europa. Come per ogni progetto ci vuole del tempo, purtroppo è durato troppo poco per tutto quello che sapete.
Nessun tipo di rimpianto, ma una forte consapevolezza di aver sempre agito per il bene del Milan, soprattutto nel tavolo delle trattative:
"Con grande orgoglio ho vestito questi colori e abbiamo fatto almeno una cosa importante: abbiamo cercato di far rispettare il Milan in ogni luogo, in ogni posto, contro chiunque”
Se è vero che molti colpi dell'era Mirabelli si rivelarono dei veri e propri flop, la storia ha poi potuto salvare, almeno in parte, alcune pedine. Due nomi su tutti: Franck Kessie (protagonista dello scudetto del 2022) e Hakan Calhanoglu (esploso nell'ultima stagione al Milan e poi nell'Inter).
Come già detto, l'ivoriano è stato il motore del centrocampo dello scudetto del 2022. Da segnalare anche il rinnovo di Gianluigi Donnarumma, che permise al Milan di farsi altri 4 anni con l'Italiano prima dell'addio a parametro zero.
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