Pianeta Milan News Milan Interviste Amorim esce allo scoperto: "Non chiamatelo il mio Milan". E svela il piano per Modrić e Ramos

Amorim esce allo scoperto: "Non chiamatelo il mio Milan". E svela il piano per Modrić e Ramos

Daniele Triolo
Rúben Amorim analizza il momento del Milan: la gestione di Luka Modrić, la fiducia a Gonçalo Ramos e Francesco Camarda e l'allarme per il calendario troppo fitto

Il tecnico del Milan, Rúben Amorim, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di Sky Sport Insider per fare il punto della situazione in casa rossonera. L'allenatore portoghese ha analizzato l'identità tattica della squadra, la gestione dei singoli e le rotazioni necessarie in vista dei prossimi impegni tra Serie A ed Europa League. Fin dal primo paragrafo emerge la filosofia dell'ex Sporting Lisbona e Manchester United: nessun personalismo, focus totale sul collettivo e una gestione scientifica di campioni eterni come Luka Modrić e giovani talenti come Francesco Camarda e Gonçalo Ramos.

L'identità del Diavolo: "Il Milan è il Milan, non è la mia squadra"

Alla domanda se questo si possa già definire il "Milan di Amorim", l'allenatore ha risposto con grande umiltà e realismo, rigettando le etichette personalistiche: "Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti ma abbiamo ancora molto da fare". Il tecnico ha poi voluto sottolineare il peso della storia rossonera: "Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un'identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice".
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La gestione di Luka Modrić e la crescita di Gonçalo Ramos e Camarda

Un capitolo fondamentale dell'intervista ha riguardato la gestione dei singoli, a partire dal fuoriclasse croato Luka Modrić: "Sto cercando di gestirlo nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo".

Amorim ha poi allargato il discorso al reparto offensivo, difendendo le prestazioni di Gonçalo Ramos e del giovanissimo Francesco Camarda: "Dobbiamo migliorare come squadra per creare più occasioni, ma non è un discorso che riguarda solo Camarda e Gonçalo. Non faccio differenze tra i giocatori, non importa l'età o il minutaggio. Ramos, se guardate ogni partita con attenzione, ha già avuto situazioni interessanti, e anche in Nazionale sta facendo bene: l'ultimo gol contro la Danimarca ha deciso la partita. Sta dimostrando il suo valore. La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Christian Pulisic, per Camarda, per Alphadjo Cisse. È un lavoro di squadra".

La sosta per le Nazionali e il fitto calendario che spaventa il Milan

Infine, l'allenatore del Milan ha minimizzato l'impatto della sosta per gli impegni delle selezioni Nazionali, spostando l'attenzione sul vero problema moderno: il sovraccarico di partite. "La pausa non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c'è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco. Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno, e l'opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano".
La vera nota dolente, secondo il portoghese, risiede nei ritmi forsennati del calendario: "Se c'è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere". Per fare fronte a questa situazione, Amorim punterà forte sul coinvolgimento di tutta la rosa: "Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l'altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti, e su questo lavoriamo ogni giorno".

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