Pianeta Milan News Milan Interviste Milan, Galli: "Amorim mi ricorda Sacchi. Leao? È arrivato il momento di chiudere un ciclo"

Milan, Galli: "Amorim mi ricorda Sacchi. Leao? È arrivato il momento di chiudere un ciclo"

Matteo Chini
La nuova dirigenza, il futuro di Modric e Leao e quel paragone scomodo tra Ruben Amorim e Arrigo Sacchi: l'intervista all'ex difensore del Milan Filippo Galli

Lo scorso 25 maggio Gerry Cardinale dava il via alla rivoluzione totale in casa Milan. A un mese dal licenziamento di Allegri, Tare, Furlani e Moncada, il club rossonero ha delineato il nuovo progetto tecnico, affidando le chiavi della panchina a Ruben Amorim e optando per una dirigenza interna. Intervistato dal 'Corriere dello Sport', Filippo Galli ha commentato tutte queste scelte dall'alto della sua esperienza di 13 anni da giocatore del Milan dal 1983 al 196.

Milan, l'intervista a Filippo Galli

Galli ha iniziato l'intervista commentando i recenti licenziamenti e il nuovo team scelto da Cardinale.
"Una rivoluzione che, in realtà, non c’è stata. È stato giusto da parte della proprietà fare una scelta forte e non confermare alcune figure, soprattutto dal punto di vista tecnico. L’obiettivo era qualificarsi alla Champions e questo obiettivo non è stato raggiunto. Ma al di là del risultato, conta il processo. E il processo non ha lasciato nulla".

Milan, Galli sulla stagione appena terminata

L'ex difensore del Milan si è espresso anche sulla stagione appena terminata.
"Il gioco è stato quello che abbiamo visto e l’unica cosa che avrebbe potuto salvare tutto era il risultato, che però non è arrivato. Purtroppo il Milan deve ripartire da capo. Dal punto di vista identitario bisogna ricostruire molto, sia nella proposta di gioco sia nell’idea di calcio. Amorim può rappresentare una garanzia".

Il nuovo assetto societario

Filippo Galli ha mantenuto un tono equilibrato sulla decisione di affidare il Milan a delle figure che lavorano su un modello data-driven.
"Molti hanno sottolineato l’incongruenza di aver scelto prima l’allenatore e solo successivamente definito una struttura societaria e una governance precisa. Ora però l’importante è non perdere altro tempo e costruire una squadra che possa tornare almeno per la Champions. Non si possano ignorare dati e tecnologie. È un approccio che richiama il concetto di Moneyball applicato allo scouting. Tuttavia, questo tipo di metodologia si basa prevalentemente su aspetti tecnico-tattici e atletici. Esistono poi aspetti più umani che il dato non può raccontare".

L'assenza di dirigenti italiani

Nel nuovo assetto societario, eccezion fatta per Massimo Calvelli, non sono presenti altri dirigenti italiani. Un assetto che non convince a pieno Filippo Galli, convinto che le relazioni abbiano un peso specifico importante.
"È necessario trovare un equilibrio, soprattutto in un contesto culturale come quello italiano, dove le relazioni hanno un peso specifico. È importante capire come un giocatore possa adattarsi a una realtà come Milano, a una società storica e vincente come il Milan, a uno stadio come San Siro. Sono cose che puoi comprendere davvero soltanto conoscendo il giocatore più a fondo e non limitandoti ai numeri. Per questo credo poco alla replicabilità di modelli come quello del Liverpool. Ogni club ha una storia, una cultura e un contesto differenti. Bisogna conoscerli e agire di conseguenza. Io mi affido molto ad Amorim, perché mi sembra tra tutti quello con la maggiore conoscenza dei giocatori e delle caratteristiche necessarie per sviluppare il calcio che ha in mente".

Milan, le parole di Galli su Amorim e quel paragone con Sacchi

Galli apprezza particolarmente il calcio proposto da Ruben Amorim, tanto da spingersi a un paragone con Arrigo Sacchi che ha fatto parecchio discutere i tifosi rossoneri.
"A me piace molto. Per certi aspetti mi ricorda Arrigo Sacchi: per l’idea di calcio, per la meticolosità nel lavoro e per l’attenzione ai dettagli. Questo mi fa ben sperare. Inoltre è uno che lavora sui giocatori che ha a disposizione. Certo, preferisce determinati profili, ma non è uno che si arrende se non ottiene tutti i giocatori richiesti. Serve pazienza da parte della società e, per quanto possibile, anche da parte dei tifosi".

Un paragone scomodo, ma è necessario ricordare come Arrigo Sacchi arriva al Milan con un bagaglio d'esperienza decisamente limitato. Prima di approdare in rossonero, infatti, il tecnico ravennati aveva allenato soltanto Rimini e Parma, oltre a due esperienze alla guida delle giovanili di Fiorentina e Cesena.

Il riferimento a Maldini

Spazio anche per una menzione d'onore a Paolo Maldini, che Galli ha deciso di non nominare. Nonostante ciò, l'immagine del capitano è pienamente riconoscibile tra le parole dell'ex difensore rossonero.
"Negli ultimi anni abbiamo visto cosa succede quando chi dovrebbe sostenere un progetto finisce per indebolirlo. Non faccio nomi, ma sappiamo tutti a chi mi riferisco. Invece di aiutare il gruppo a raggiungere gli obiettivi, è diventato quasi un elemento di disturbo. Non va bene".

Milan, Galli sul futuro di Leao

Galli si è espresso anche sul futuro di Rafael Leao, che ha da poco dichiarato di voler lasciare il Milan al termine della stagione.
"Per entrambe le parti la soluzione migliore sarebbe separarsi. Naturalmente molto dipenderà dalla volontà del giocatore e da quella di Amorim. Ma ho la sensazione che sia arrivato il momento di chiudere un ciclo. Bisognerà capire quale valore il Milan riuscirà a ottenere da una eventuale cessione".

Le parole su Modric

L'ex difensore rossonero ha fatto il punto anche sulla possibile permanenza di Luka Modric al Milan, spiegando come tutto sia nelle mani del fuoriclasse croato
"Dipende soprattutto da lui. Se ha ancora la voglia e la convinzione di continuare, credo possa essere molto utile. Può dare ancora molto all'interno dello spogliatoio. Per questo non lo lascerei andare con leggerezza. Allo stesso tempo inizierei a dare più spazio ai giovani, a esempio Jashari e Ricci, che hanno avuto meno opportunità anche per la presenza di Modric".

I giocatori attorno a cui Galli ricostruirebbe il Milan

Infine, Galli ha svelato quali sono i giocatori attorno a cui costruirebbe il Milan del futuro.
"Faccio sempre il nome di Gabbia, perché rappresenta il milanismo, perché è cresciuto nel settore giovanile e perché è sempre stato affidabile. In mezzo al campo direi Rabiot. Chi non è pienamente convinto del progetto o non dà garanzie deve essere messo in discussione. Il Milan ha bisogno di certezze e di ripartire da giocatori che abbiano davvero voglia di costruire qualcosa»".