Milan, Filippo Galli difende Amorim: "Ha bisogno di tempo". Poi l'annuncio duro sull'Italia
Il day after del convincente 3-0 rifilato dal Milan al Lecce sul prato di San Siro si arricchisce delle autorevoli considerazioni di Filippo Galli. L'ex leggendario difensore e storico dirigente del club rossonero è intervenuto questa mattina ai microfoni di Rai Radio Uno, ospite della celebre trasmissione sportiva Radio Anch'io Sport. Nel corso del suo intervento, Galli ha analizzato la crescita del gioco offensivo impresso da Rúben Amorim, stigmatizzando i giudizi troppo affrettati dei tifosi - rinvigoriti dal successo e dalle reti di Christian Pulisic, Adrien Rabiot e Diego Moreira, per poi spostare il focus sulla Nazionale Italiana e sulla gestione dei giovani nel nostro sistema calcistico.
Milan-Lecce Filippo Galli 21 settembre 2026
Il verdetto sul Milan: "Amorim subito crocifisso, serve tempo per costruire"
L'ex centrale della retroguardia degli "Immortali' prima e degli "Invincibili" poi ha promosso i passi in avanti mostrati dalla squadra rossonera nell'ultimo turno di campionato, evidenziando però la necessità di trovare una maggiore stabilità nel reparto arretrato. "Ieri da parte del Milan c'è stato un segnale indubbiamente importante dal punto di vista dello sviluppo del gioco e della prestazione collettiva - ha sottolineato Filippo Galli -. Attualmente la squadra vanta il terzo miglior attacco del torneo, mentre in fase difensiva si nota ancora qualche pecca evidente su cui c'è molto da lavorare e migliorare". L'ex dirigente del Diavolo ha poi voluto prendere le difese del tecnico portoghese: "Si era subito voluto crocifiggere Rúben Amorim, specialmente da parte di una fetta della tifoseria, e questo è un vero peccato. Nel calcio moderno è fondamentale concedere il tempo necessario per costruire un progetto solido. Questo è un Milan che ha l'ambizione di essere meno pragmatico e decisamente più propositivo nella proposta di gioco".Il capitolo Nazionale e il problema dei giovani: la fiducia in Mancini
Forte della sua lunga e comprovata esperienza nella gestione e nella direzione dei settori giovanili calcistici, Filippo Galli ha poi allargato l'orizzonte al momento vissuto dall'Italia. Il Club Italia ha recentemente deciso di affidare nuovamente la panchina azzurra alla guida tecnica di Roberto Mancini, una scelta che porta con sé inevitabili discussioni. "Mancini è l'uomo giusto per la panchina azzurra? È del tutto evidente che quanto accaduto in passato lasci qualche nuvola e qualche perplessità intorno alla sua figura, ma è corretto aspettarlo e valutarlo alla prova dei risultati sul campo e delle prestazioni", ha evidenziato l'ex difensore. In conclusione, Galli ha lanciato un monito cruciale sul ricambio generazionale in Serie A: "Personalmente conservo moltissima fiducia nei confronti dei ragazzi della cantera, ma purtroppo l'Italia non è ancora un Paese per giovani, anche se nell'ultimo periodo sembra di intravedere qualche timido spiraglio. Per invertire la rotta bisogna avere il coraggio di rischiare qualcosa di concreto; quello dei talenti è un problema profondo che investe l'intero sistema calcio".© RIPRODUZIONE RISERVATA