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Milan, la candidatura di Ferrari come AD: “Via Ibrahimović, tornino Maldini e Galliani”

Daniele Triolo Redattore 
Massimo Ferrari esce da Webuild e si candida per il ruolo di prossimo amministratore delegato del Milan: reset totale, 100 milioni di fondi e il ritorno di Paolo Maldini nel suo 'programma elettorale'. Ecco l'intervista a 'La Gazzetta dello Sport'

Il prossimo 30 settembre Massimo Ferrari lascerà ufficialmente il ruolo di General Manager in Webuild dopo 15 anni di carriera. Un addio che potrebbe coincidere con un clamoroso ritorno nel mondo del calcio. L'ex consigliere d'amministrazione rossonero (già nel CdA durante l'era firmata Elliott Management Corporation) ha confessato a La Gazzetta dello Sport l'ambizione di diventare il nuovo Amministratore Delegato del Milan di RedBird.

La strategia per la candidatura a Gerry Cardinale

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Sebbene non vi sia stato ancora un contatto diretto con il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, Ferrari ha rivelato di aver già mosso i primi passi diplomatici, trasmettendo le proprie linee guida a manager e figure di spessore vicine all'ambiente rossonero.

Attualmente, dopo il ridimensionamento della figura di Giorgio Furlani, le deleghe operative sono spartite tra il Presidente Paolo Scaroni e Massimo Calvelli (responsabile dell'area sport di RedBird). Spetterà proprio a Calvelli individuare il profilo idoneo a ricoprire la carica di AD, e la candidatura di Ferrari poggia su basi manageriali chiare e su un'analisi lucida del recente fallimento sportivo della stagione 2025-2026.

Il piano per il Milan: "Serve un reset totale"

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Secondo l'ormai ex GM di Webuild, il club rossonero ha pagato lo scotto di una filiera di comando troppo confusionaria e con evidenti lacune strutturali. Ferrari ha individuato i punti critici su cui intervenire immediatamente:


  • Riforma della governance: ridefinire il ruolo dell'AD come organo di controllo, capace di "dire dei no" e governare la comunicazione.
  • Presenza istituzionale: aumentare il peso politico del Milan all'interno della Lega Calcio.
  • Competenza tecnica: superare l'attuale gestione affidata a figure giudicate troppo "junior" per il contesto calcistico europeo.
  • Il ritorno di Maldini e Galliani e la bocciatura di Ibrahimović

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    La vera svolta strategica proposta da Massimo Ferrari riguarda i quadri dirigenziali e tecnici, con dichiarazioni destinate a far discutere l'ambiente milanista. Per l'ex consigliere è fondamentale inserire nel motore del club figure dalla comprovata credibilità istituzionale e sportiva: il nome prescelto per la direzione tecnica è quello di Paolo Maldini ("Credo che ci possa e ci debba stare"), affiancato dall'inserimento di Adriano Galliani all'interno di un ipotetico Comitato Esecutivo di garanzia.

    Di contro, Ferrari ha espresso forti perplessità sul ruolo centrale attualmente ricoperto da Zlatan Ibrahimović nella gestione RedBird, dichiarando senza giri di parole: "Su Ibrahimović vedo elementi di rischio".

    La critica economica al Player Trading e il modello Inter

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    Sul fronte strettamente finanziario, Ferrari ha messo in discussione i dogmi economici della gestione algoritmica applicata al mercato, portando come esempio la sua esperienza nel risparmio gestito-

    Il mito del Trading: l'idea di basare la sussistenza sul comprare calciatori a 20 milioni per rivenderli a 50 è statisticamente fallimentare, anche a causa delle commissioni astronomiche dei procuratori che erodono i margini.

    Il confronto con l'Inter: Ferrari ha evidenziato come la rigidità sui tetti salariali possa rivelarsi controproducente. Il monte ingaggi dell'Inter, superiore di 50 milioni rispetto a quello del Milan, è lo strumento che permette ai nerazzurri di generare ben 80 milioni di ricavi in più, dimostrando che investire di più garantisce ritorni maggiori.

    L'obiettivo Champions League: porsi il quarto posto come traguardo minimo significa programmare il fallimento. Chi punta al quarto posto, per la legge delle medie, finisce tra la quinta e la settima posizione. Il Milan deve ritrovare l'ambizione della vittoria assoluta, l'unica in grado di garantire la sostenibilità economica in Europa.

    Un fondo da 100 milioni per convincere RedBird

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    Per rendere concreta la sua candidatura agli occhi di Gerry Cardinale, l'ex manager Webuild ha prospettato una strategia di fund-raising esterno per supportare le ambizioni del club: "È necessario reperire fondi al di là del trading dei giocatori. Se mi presentassi con 100 milioni di euro attirati in un fondo che investe nel Milan, sono sicuro che Cardinale mi ascolterebbe". Il progetto prevede un piano di crescita industriale a 2-3 anni, supportato da uno scouting d'élite e da una voce societaria unica.