Pianeta Milan News Milan Interviste Milan, Crespo: "Maldini vero capitano. Aveva dolori tremendi, eppure..."

Milan, Crespo: "Maldini vero capitano. Aveva dolori tremendi, eppure..."

Salvatore Cantone
Hernan Crespo, ex giocatore di Milan e Inter, nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport ha parlato del derby di Coppa Italia

Hernan Crespo, ex giocatore di Milan e Inter, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco cosa ha detto: "Maldini? Al Milan ci sono stato solo una stagione, ma lui è stato il primo a darmi una mano per ambientarmi. Venivo da un periodo non semplice, qualche infortunio di troppo: ricordo le sue parole d’incoraggiamento. E poi ricordo Istanbul, come faccio a dimenticarlo?».

Già, Paolo che segna il primo gol nella finale di Champions contro il Liverpool, lei realizza gli altri due poi l’inimmaginabile.

�Una notte che mi è entrata nell’anima e da lì non se ne andrà mai più. Si è detto che nell’intervallo stavamo già festeggiando: balle. Ricordo che io e Paolo, e anche Sheva, parlavamo di come poter segnare il quarto gol, altro che festeggiamenti!».

La qualità principale di Maldini capitano?

�Dava l’esempio, giocava anche quando avevo dolori tremendi alle ginocchia. Soffriva, ma era lì, in campo, a lottare per la squadra. E quando vedi uno così è naturale seguirlo. Il capitano deve avere comportamenti ineccepibili, deve essere un punto di riferimento. Paolo lo è stato, e lo è anche adesso da dirigente».

Javier Zanetti, invece, lo conosceva da tempo.

�Siamo cresciuti insieme in Argentina, anche se non nella stessa squadra. Però le nazionali giovanili le abbiamo condivise. È stato un simbolo. Non è semplice, da straniero, diventare il capitano di una squadra italiana. Lui ci è riuscito grazie all’impegno e allo stile che ha sempre saputo trasmettere alla società e ai tifosi».

Episodi particolari da raccontare?

�Non uno solo, ma tanti. La cosa buffa è che quando si era nello spogliatoio e ci si arrabbiava, perché capita anche di arrabbiarsi, non lo facevamo in spagnolo, ma in italiano: avevamo cambiato pure la lingua... E poi “Pupi”, io lo chiamo sempre così, è stato il mio capitano anche in Nazionale e lì mi ha aiutato parecchio».

Ha avuto momenti difficili con la Seleccion?

�Difficile è dire poco. Appena non segnavo per un paio di partite, la critica si scatenava contro di me: ero il bersaglio preferito. Zanetti è sempre venuto vicino a me per sostenermi, per darmi un consiglio, per dirmi che la squadra era comunque dalla mia parte. Come deve fare un vero capitano, e come lui sta facendo anche da dirigente interista».Intanto il Milan sfida la Juventus sul calciomercato per un giocatore.

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