Pianeta Milan News Milan Interviste Kaká: "Inter squadra da battere, ma il Milan può farcela già in questo derby". E punta su quattro giocatori

Kaká: "Inter squadra da battere, ma il Milan può farcela già in questo derby". E punta su quattro giocatori

Daniele Triolo
L'ex fuoriclasse brasiliano ha puntato, in particolare, su quattro elementi del Diavolo di Rúben Amorim per sovvertire i pronostici di questa stracittadina

Questa sera, a 'San Siro', prima del derby tra il Milan di Rúben Amorim e l'Inter di Cristian Chivu, l'ex fuoriclasse rossonero Ricardo Izecson dos Santos Leite, in arte Kaká, sarà premiato ed entrerà a far parte della 'Hall of Fame' del club di Via Aldo Rossi. Intanto, questa mattina, il brasiliano - Pallone d'Oro 2007 e vincitore di 6 trofei in 8 anni con il Milan - ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport'. Ecco, qui di seguito, le sue dichiarazioni più importanti.

Kaká prima del derby Milan-Inter: "Immagino l'atmosfera, sarà emozionante"

Sull'accoglienza che si aspetta di ricevere questa sera a 'San Siro': «Mi sto preparando. Ci sarà la mia famiglia, moglie, figlie, mio fratello, ci saranno tanti amici. Volevo anche ringraziare i tifosi che hanno partecipato alla votazione. Immagino l’atmosfera. Sarà emozionante».

Sui ricordi che ha sul suo primo derby di Milano, Inter-Milan 1-3 del 5 ottobre 2003: «Gol di testa su cross di Rino Gattuso. È stato anche il mio primo gol con la maglia del Milan. Fantastico. La città vive questa partita in modo speciale, fra i ricordi logicamente metterei il derby di Champions League nei quarti di finale. Bellissima anche la rimonta dal 3-2».

Su Gattuso che sta andando bene da tecnico della Lazio: «Quello del tecnico è un lavoro difficile. Adesso Rino da allenatore sta facendo veramente bene, ha un carattere molto speciale, è uno che vuole vincere sempre e mi fa piacere che riesca ad esprimersi al meglio. Un grandissimo amico, io tifo sempre per i miei amici e sono contentissimo».

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Sulla possibilità che lui diventi allenatore: «Diciamo di no, per il momento. Le tensioni e il lavoro dell’allenatore non fanno per me. Ma possiamo riparlarne fra un paio d’anni».

Su Leonardo e Paolo Maldini che sono durati pochissimo come dirigenti della Nazionale Italiana: «Sono meravigliato per il poco tempo passato prima delle loro dimissioni. Da lontano è difficile giudicare, credo però che sarebbe stato un bene per il calcio italiano avere persone così competenti alla guida, spero che l’Italia riprenda presto il suo posto. Ci sono da gestire tante cose, dai vivai in poi. Mi vedo spesso con ex giocatori che vivono in Italia e chiedo, mi informo. L’Italia al Mondiale è un bene per tutto il calcio. E poi il mio legame con l’Italia è fortissimo, cerco di tornare almeno una volta all’anno, se riesco anche di più. Negli ultimi anni abbiamo visitato le città d’arte, Firenze, Venezia, ma anche i laghi, Capri, il mare. E la Sardegna è meravigliosa».

"Milan, bisogna puntare a tornare in Champions: è speciale"

Sul crollo del Milan nella passata stagione: «Credo che tutti i tifosi si aspettassero la qualificazione in Champions League. È stato un calo fisico, mentale? Forse un po’ tutto. Quando la fiducia comincia a mancare, tutto cambia. Adesso però bisogna puntare a tornare nell’Europa più bella. La Champions è speciale».

Sul Milan attuale: «È in costruzione. Per sette anni è stato il Milan di Rafael Leão, un grande sul quale si puntava tanto, adesso è diverso, la squadra è un collettivo con volti nuovi e due maestri: Luka Modrić resta il cervello, poi c’è Adrien Rabiot. E Gonçalo Ramos è un bomber. Ci vorrà un po’ di tempo per assemblare, importante è puntare sempre in alto, anche in Europa League».

Sul rapporto che aveva con gli interisti: «Un rapporto di grande rispetto. L’Inter mi ha fatto crescere tantissimo perché io ho sempre guardato la competizione come una cosa che mi fa crescere, quindi le partite contro l’Inter o contro la Juventus le vedevo come partite importanti, e io dovevo prepararmi bene perché la squadra era fortissima, gli avversari erano fortissimi. Però con i brasiliani dei miei tempi, Maicon, Julio César e gli altri, c’era amicizia. E anche con gli argentini: tanti altri erano e restano amici, come Marco Materazzi».

Sull'Inter: «È il club che sta facendo ancora bene dopo la scorsa stagione. Squadra da battere, ma noi milanisti possiamo farlo già in questo derby. Chivu come allenatore è stata una bella sorpresa, all’inizio l’Inter non giocava bene, poi ha corretto il tiro. Ma non direi che per lo Scudetto si tratti di una corsa in solitaria come pensate in Italia: vedo la partita aperta e la strada per lo Scudetto ancora di più. Il campionato è lungo. Però il Milan deve puntare ad essere consistente, deve trovare continuità: finora aveva fatto meglio in campionato che in Europa, ci saranno dei momenti di calo delle altre e bisognerà approfittarne».

Su Carlo Ancelotti e il suo Brasile: «Al Mondiale non benissimo, però ci vuole un po’ di tempo, la Nazionale è diversa da un club dove stai lì ogni giorno a valutare i giocatori. Carlo ha potuto lavorare con il gruppo soltanto un anno. Al prossimo Mondiale saranno cinque anni di preparazione, cinque anni con questi ragazzi, apprendendo la cultura del paese, sapendo un po’ cos’è giocare il Mondiale con il Brasile. Quindi ho tanta fiducia».

"Inter squadra consistente, solida: i pericoli sono tanti"

Sul Pallone d'Oro 2026 consegnato a Harry Kane: «Scelta giusta. Harry Kane ha fatto molto bene, è stato protagonista con il Bayern Monaco e ha vinto tantissimo. Kylian Mbappé con il Real Madrid non ha vinto molto, Lamine Yamal con il Barça ha raccolto successi ma non è stato determinante come ci si aspettava. Verrà il loro momento, ma la scelta per il rendimento in stagione mi pare condivisibile».

Sul Como di Cesc Fàbregas che continua a sorprendere: «Ho incontrato Cesc al Mondiale, abbiamo parlato un po’ e gli ho fatto i complimenti perché è molto bello il lavoro che sta facendo con il Como. Non dimentichiamo che il calcio italiano è difficile, i giocatori sono importantissimi, però sta gestendo tutto nel migliore dei modi».

Sui possibili uomini-derby: «Modrić e Rabiot che sono maestri, riescono a gestire e a dare il ritmo. Christian Pulisic mi incanta per la sua intelligenza nel gioco, Gonçalo è un bomber. Nell’Inter che dire, è una squadra consistente, solida e i pericoli sono tanti».

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