"Dopo l'esperienza in rossonero sono arrivati i problemi più gravi. C'è stata prima la vicenda del presunto scambio di provette, poi la seconda squalifica per uso di sostanze proibite. Quell'episodio portò alla mia radiazione, che in seguito fu ridotta a otto anni. È stato un colpo durissimo. Mi ha costretto a reinventarmi totalmente fuori dal mondo del calcio. Ho lavorato come cameriere, come cuoco e come magazziniere, soprattutto in Germania. Sono stati anni molto complicati. Ho sofferto di depressione e ho dovuto intraprendere un percorso psicologico. Mia moglie mi ha salvato, aiutandomi a ricostruire la mia vita da zero".
Il dramma del rapporto interrotto con i figli
—Infine, Pagotto si è aperto, parlando del rapporto difficile con i propri figli.
"Oggi non ho più alcun tipo di rapporto con i miei figli, Alex e Gaja. Dopo tutto quello che è successo nel tempo, loro non mi vogliono vedere e non mi vogliono parlare. Questo è il mio dolore più grande. Il mio rimpianto maggiore è non aver mai avuto l’occasione di spiegare a loro cosa sia accaduto esattamente negli anni più difficili della mia vita. Mi piacerebbe moltissimo potergli spiegare come sono andate le cose. Continuo a inviare messaggi per i loro compleanni e per le festività, ma non ricevo mai nessuna risposta. Ricevere una risposta dai miei figli, in questo momento, mi renderebbe l’uomo più felice del mondo".
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