"Avrei dovuto buttarlo fuori": l'aneddoto della cena
Il pretesto per l'affondo è il racconto di un incontro privato avvenuto circa tre anni fa, quando Cardinale muoveva i primi passi nell'universo rossonero. Un faccia a faccia che ha immediatamente palesato una distanza siderale tra i due protagonisti:"Ho invitato Gerry Cardinale a cena tre anni [fa], mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero".
L'artigiano contro il finanziere: la frattura ideologica
Le parole di De Laurentiis non sono un semplice sfogo, ma il manifesto di una frattura culturale insanabile che sta spaccando la Serie A. Da una parte c'è la visione del presidente del Napoli, che si autodefinisce con orgoglio un "artigiano": un modello vecchio stile, accentratore, dove il club è un'estensione dell'azienda familiare e il profitto si genera con l'intuito e il controllo diretto del prodotto. Dall'altra parte c'è la visione finanziaria globale di RedBird e del Milan. Un modello asettico rispetto al romanticismo di facciata, dove il club diventa un asset di sport entertainment, guidato da algoritmi, sostenibilità a lungo termine e valorizzazione del brand per conto di investitori istituzionali. ADL infatti sentenzia:"Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po' di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che benefit è stato apportato? Nessuno".