Intervistato dai microfoni di Players’ Tribune, Diogo Dalot, ex calciatore del Milan, ha voluto ricordare il suo periodo in rossonero
A distanza di anni, il legame di Diogo Dalot e il Milan è rimasto comunque forte, impresso nella mente e nei ricordi del giocatore portoghese. Arrivato in prestito dal Manchester United nel 2020, l'esterno portoghese ha vissuto da protagonista il ritorno in Champions dei rossoneri. Intervistato dai microfoni Players’ Tribune, il calciatore ha voluto ricordare il suo periodo in rossonero.
Dalot: "Ecco qual era il piano dopo il Milan..."
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«Quando andai in prestito al Milan l’estate successiva, il piano era sempre quello di tornare allo United. Non c’era alcun obbligo di riscatto. Ricordo il magazziniere che mi fece fare un giro del centro sportivo: ‘Ah sì, qui si sedeva Nesta. Ronaldinho adorava quel lettino per i massaggi laggiù’. Sapete quando certi stadi sono vecchi e un po’ logori? San Siro, invece, ha ancora un’eleganza unica. Mi piace definirlo “vintage”. Lo stesso vale per il Milan. Qualunque cosa dica la classifica, questo club non passa mai di moda. Saremmo tornati in Champions League per la prima volta dopo otto anni se avessimo battuto l’Atalanta in trasferta. Era maggio e migliaia di tifosi si presentarono al centro sportivo prima della partita. Un paio di ragazzi tatuati, con i megafoni in mano, si avvicinarono ai giocatori e dissero: ‘Questo è uno dei giorni più importanti della nostra storia. Siamo con voi. Non deludeteci’. Mi girai verso destra e vidi Maldini».
"Maldini? Era sempre li a guardarci allenare"
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Uno dei ricordi che custodisce con maggior affetto è quello legato a Paolo Maldini. Il calciatore portoghese ha descritto l'ex dirigente rossonero come una presenza costante a Milanello, nonostante potesse rimanere tranquillamente in ufficio: