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Milan, Pulisic vuota il sacco: “Non cerco di dare colpe. Periodo difficile per la squadra e per me”

Daniele Triolo Redattore 
Dal ritiro della Nazionale statunitense, l'attaccante rossonero Christian Pulisic rompe il silenzio sulla crisi al Milan. Dall'equivoco tattico del 3-5-2 ai problemi personali, ecco l'analisi di un'annata da riscattare per il numero 11 rossonero

Una stagione dai due volti, un'involuzione tanto repentina quanto indecifrabile. L'annata di Christian Pulisic al Milan si è rivelata un vero e proprio rebus per tifosi e addetti ai lavori. L'attaccante statunitense, dopo una prima metà di campionato da assoluto trascinatore, è letteralmente svanito dai radar nella seconda parte del torneo. Toccando così il digiuno realizzativo più lungo della sua intera carriera professionistica.

Intervenuto dal ritiro della nazionale statunitense a poche ore dall'amichevole contro il Senegal, il numero 11 rossonero ha analizzato ai microfoni di ESPN il suo momento difficile, rifiutando però facili alibi.

“Non cerco di dare colpe o di capire quali siano stati i problemi. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto fare molto meglio ed è stato un periodo difficile per la nostra squadra. È stato un periodo difficile per me, ed è a questo che si riduce tutto. Non ho cambiato il mio modo di allenarmi, il mio modo di prepararmi, né il modo in cui continuo ad andare avanti e a cercare di migliorare ogni giorno. Lo faccio ancora ogni giorno ed è per questo che posso tenere la testa alta. Ovviamente sono dispiaciuto, ma ora devo guardare avanti, a ciò che ho di fronte”.

I numeri del crollo: la clamorosa parabola statistica

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L'impatto di Pulisic sulla stagione del Milan si divide in due segmenti opposti, evidenziando una crisi di rendimento specchio delle difficoltà collettive della squadra:


  • Il boom (Agosto - Dicembre 2025): un rendimento devastante da 10 gol e 2 assist in 15 partite complessive tra Serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Registrato nonostante due stop forzati dovuti a un infortunio al bicipite femorale e a successivi problemi muscolari.
  • Il blackout (Gennaio - Maggio 2026): un crollo verticale e inspiegabile, con 0 gol e appena 2 assist in 19 presenze, che ha trasformato il leader tecnico dei rossoneri in una figura marginale del pacchetto offensivo.
  • Le tre cause della crisi: tattica, psicologia e vita privata

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    Per spiegare una metamorfosi così radicale, gli analisti tendono a incrociare tre fattori decisivi che hanno logorato le certezze dell'attaccante di Hershey:

  • L'equivoco tattico di Allegri: il passaggio definitivo al modulo 3-5-2 varato dall'ormai ex tecnico Massimiliano Allegri ha penalizzato Pulisic. Costretto ad accentrarsi o a sobbarcarsi compiti di copertura, lo statunitense ha perso la lucidità negli ultimi venti metri e la possibilità di sfruttare l'uno contro uno sull'out esterno.
  • I contraccolpi della vita privata: le difficoltà sul campo sono coincise con una sfera personale complessa, segnata dalla rottura ufficiale con la fidanzata Alexa Melton, formalizzata nello scorso mese di aprile.
  • La pressione del Mondiale in casa: la prospettiva di giocare i Mondiali da protagonista assoluto nei propri Stati Uniti ha generato un carico di pressione in Pulisic. Culminato con la recente scelta del CT Mauricio Pochettino di assegnare la fascia di capitano al difensore Tim Ream. Pulisic è stato dunque privato di un fondamentale riconoscimento di leadership.
  • Il futuro tecnico del Milan, legato alle imminenti nomine della dirigenza, dovrà ripartire necessariamente dal recupero psicologico e tattico del talento americano. Un asset fondamentale da rivalorizzare per la stagione 2026-2027.