PIANETAMILAN news milan interviste Juventus, Comolli: “Io cacciato come i dirigenti del Milan? Non ho mai avuto questa paura. Ecco perché”
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Juventus, Comolli: “Io cacciato come i dirigenti del Milan? Non ho mai avuto questa paura. Ecco perché”

Redazione PM
Damien Comolli senza giri di parole sul suo lavoro: l'ad bianconero mette la sua posizione a confronto con quella della dirigenza del Milan

Dopo il fallimento sportivo della Juventus, che come il Milan ha mancato la qualificazione in Champions League, Damien Comolli ha fatto il punto sulla stagione appena conclusa. L'amministratore delegato bianconero ha parlato della sua posizione, chiarendo come non si sia mai sentito in bilico (a differenza di quanto successo in Via Aldo Rossi). Di seguito, un estratto della sua intervista concessa ai microfoni di 'SportMediaset'.

"Non ho mai pensato che a livello societario potesse succedere qualcosa di simile a quanto accaduto al Milan. Non ho mai temuto che la proprietà prendesse gli stessi provvedimenti nei miei confronti. Con John abbiamo sempre lavorato basandoci sul dialogo, che tra noi è costante. Nel mio ruolo di amministratore delegato, ritengo che un ciclo dai tre ai cinque anni sia il periodo ideale. Questa è la giusta tempistica per poter fare una valutazione reale del mio lavoro ed esprimere un giudizio complessivo".

Milan e Juventus, progetti a confronto

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Le stagioni di Milan e Juventus potrebbero essere considerate simili: mancata qualificazione in Champions e pubblico in aperta contestazione. Tuttavia, il progetto tecnico bianconero parte con basi totalmente diverse. La Juve ha una dirigenza fresca, che non ha fatto bene al primo anno, ma può rifarsi nella seconda stagione. Nel board rossonero, invece, c'erano alcuni elementi da allontanare il prima possibile per dare una scossa all'ambiente (vedi i vari Furlani e Moncada). Il grande merito di Comolli resta quello di aver puntato su Luciano Spalletti dopo l'esonero di Tudor. Nonostante non abbia ottenuto l'obiettivo, il tecnico toscano è stato confermato sulla panchina bianconera. Spalletti è riuscito a imporre le proprie idee e a far vedere qualche trama di gioco interessante, a differenza di Allegri che paga l'eccessivo difensivismo e il poco coraggio in fase offensiva.