Pianeta Milan News Milan Esclusive ESCLUSIVA – Milan, Zanetti su Cisse: “Mi stupì subito, sarà un campione. Ecco il suo vero ruolo”

ESCLUSIVA – Milan, Zanetti su Cisse: “Mi stupì subito, sarà un campione. Ecco il suo vero ruolo”

William Scuotto
Il tecnico Paolo Zanetti racconta a PianetaMilan.it l'impatto shock del classe 2006 ai tempi del Verona e analizza l'evoluzione tattica del talento rossonero, fresco trascinatore dell'Italia Under 21.

Alphadjo Cisse sta continuando a incantare a suon di grandissime prestazioni. Il talento del Milan, classe 2006, è stato l’uomo decisivo nell'ultima vittoria dell'Italia Under 21 guidata da Silvio Baldini. Per commentare il momento magico del centrocampista rossonero, la redazione di PianetaMilan.it ha intervistato in esclusiva il suo ex allenatore ai tempi del Verona, Paolo Zanetti. Ai nostri microfoni il tecnico ha ricordato l'impatto incredibile avuto dal ragazzo sin dai suoi primissimi allenamenti in gialloblù, lasciando aperto anche un affascinante dubbio tattico su quale potrà essere, in prospettiva, il ruolo migliore per Cisse in campo. Ecco le sue dichiarazioni integrali.

Il boom in Nazionale: "Ha i margini del campione"

Nel successo dell’Italia Under 21 contro l’Armenia, Cisse è stato un autentico trascinatore. Si è caricato la squadra sopra le spalle da vero leader. Sembrava un giocatore navigato, che cosa ne pensa?
Posso dire che è cresciuto tantissimo. L’ha aiutato sicuramente il fatto di stare all’interno di un gruppo importante come quello del Milan. Con l’Under 21 è stato devastante con l'Armenia, ha fatto un po’ di tutto e l’ha fatto alla grande. Stiamo parlando di un ragazzo davvero molto giovane che, però, ha ancora ampissimi margini di miglioramento. Cisse ha tutte le potenzialità per diventare un campione
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Le doti tecniche e la scoperta a Verona

Cisse, prima del gol decisivo, ha sfiorato almeno un paio di volte la rete con delle conclusioni davvero importanti, ma quanta tecnica ha questo ragazzo?
Ha delle capacità balistiche e di precisione nel tiro di altissimo livello, e non solo nei calci di punizione. Quando l’ho avuto aveva solo 17 anni, ma mostrava già una personalità incredibile: ci stupì sin dai primi giorni del ritiro, tanto che lo portai subito in prima squadra. La conclusione in porta è il suo colpo migliore. Ha dimostrato immediatamente di avere qualità superiori rispetto ai suoi compagni.

La crescita tra Catanzaro e il futuro tattico

Quanto è stato decisivo il lavoro fatto a Catanzaro da Aquilani, tra l’altro prossimo avversario del Milan con il Sassuolo, per la crescita di Cisse? Può migliorare dal punto di vista della fase difensiva?
L’esperienza fatta a Catanzaro con Aquilani gli ha permesso di giocare con una certa continuità. Aveva bisogno di accumulare minutaggio, così come succede a tutti i giovani. Quando era al Verona c’erano tanti centrocampisti e non avrebbe giocato quanto gli avrebbe consentito la piazza calabrese. Doveva maturare il più presto possibile e lo sta facendo. Cisse, al di là delle doti tecniche che possiede, sta dimostrando di avere una grandissima personalità.

Il ruolo perfetto e la chiamata in Nazionale maggiore

Cisse, viste l’importanza delle gare con Armenia e Polonia, è stato chiamato in Under 21, altrimenti sarebbe stato già convocato da Mancini. Come lo vede nella Nazionale maggiore? Dove lo vedrebbe nel 4-3-3 di Mancini?
Mister Mancini ha già dimostrato di non guardare in faccia a nessuno quando bisogna lanciare i giovani: l’ha già fatto con Pafundi e con altri elementi che molte persone non pensavano fossero pronti. Cisse ha tutte le carte in regola per giocare in Nazionale maggiore. Anzi, più lo fa e più potrà essere decisivo nelle competizioni più importanti: è sicuramente un patrimonio del calcio italiano. Lui può fare la mezzala offensiva o l’esterno. In quest’ultimo ruolo, però, bisogna sottolineare un suo piccolo difetto: non ha uno strappo straordinario. Ha invece una grandissima visione di gioco, un tiro formidabile e un ottimo controllo di palla. La sua miglior posizione, secondo me, è tra le linee. Sta bene in mezzo al campo, mentre sull’esterno si limita un po’. Per caratteristiche, credo che esprima il meglio proprio nel traffico del centrocampo.

Il Milan di Amorim: "Serve pazienza"

Come ha visto il Milan di Ruben Amorim nel primissimo scorcio di questa stagione?
Ha vissuto un po’ di alti e bassi, ma stiamo parlando di un progetto totalmente nuovo ed è normale che sia così. Amorim ha filosofie completamente diverse rispetto a quanto fatto l’anno scorso nel Milan, bisogna avere pazienza. Le idee si vedono in campo e lui ha già dimostrato di essere un grande allenatore quando ha le condizioni giuste per lavorare. So che nel Milan c’è poca pazienza, ma bisogna aspettare che questo progetto cresca.
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