Pianeta Milan News Milan Conferenze stampa Chivu punge il Milan prima del derby: "I trofei d'agosto non contano niente". E lancia un'idea per la Serie A

Chivu punge il Milan prima del derby: "I trofei d'agosto non contano niente". E lancia un'idea per la Serie A

Daniele Triolo
Il tecnico nerazzurro parla da Perth alla vigilia della super sfida: "Voglio vedere la crescita fisica dei ragazzi. Nazionali pronti per il debutto? Ne dubito"

Alla vigilia dell'attesissimo derby d'Australia, l'allenatore dell'Inter, Cristian Chivu, ha preso la parola in conferenza stampa direttamente dalla pancia dell'Optus Stadium di Perth. Domani, alle ore 13:00 italiana, i campioni d'Italia in carica affronteranno il nuovo Milan guidato da Rúben Amorim. Un test di assoluto spessore all'interno della tournée pre-campionato, utile per valutare lo stato di forma delle due squadre a meno di tre settimane dal via ufficiale della Serie A 2026-2027.

Di seguito l'analisi completa e le dichiarazioni integrali rilasciate dal tecnico nerazzurro ai media presenti a Perth.

La condizione atletica e il peso del derby d'agosto

Interpellato sulle indicazioni specifiche che si aspetta di ricevere dalla squadra in questa delicata fase della preparazione, considerando il lunghissimo itinerario che ha visto il gruppo viaggiare tra Europa, Asia e infine Oceania, Chivu ha risposto ponendo l'accento sulla crescita atletica complessiva:

"Io voglio vedere crescita, dal punto di vista fisico e della condizione, non guardo il tipo di partita che dobbiamo affrontare. Mi accontento del fatto che qualche giocatore a questo punto della preparazione farà qualche minuto in più, sempre attenti a capire se abbiamo smaltito il fuso orario e quanti rischi possiamo correre".

Il tecnico ha poi spento sul nascere le provocazioni relative ai precedenti della scorsa stagione, quando l'Inter conquistò lo Scudetto pur uscendo sconfitta dalle due stracittadine contro il Diavolo. Alla domanda se firmerebbe per un copione identico, Chivu ha replicato con fermezza: "Questa è una domanda per i tifosi, io sono l'allenatore, mi devo preoccupare di trovare la condizione migliore per i miei giocatori in vista del debutto in campionato, quella di domani è un'amichevole e i trofei d'agosto non contano niente".

L'allarme sui reduci dai Mondiali e la filosofia di gioco

Uno dei nodi più complessi dell'estate nerazzurra riguarda la gestione del rientro scaglionato dei calciatori rimasti in vacanza dopo le fatiche del Mondiale. Chivu si è mostrato decisamente scettico sulla possibilità di riaverli al top della condizione per i primi impegni ufficiali di campionato:

"Dubito che saranno pronti per la prima di campionato, vediamo quanto tempo servirà per rimetterli in campo, non vogliamo esporci a troppi rischi. Non è semplice".

Nonostante le difficoltà strutturali della preparazione estiva, l'allenatore ha tracciato la strada per compiere un ulteriore step di crescita collettiva: "Io parlo di principi di gioco, di come approcciare la partita e come gestirla, di come trovare modalità per essere competitivi ed essere dominanti, e per adattarci alla forza dei nostri avversari. Siamo un gruppo di ragazzi che hanno la predisposizione ai sacrifici e a imparare cose nuove, vogliamo essere competitivi e ambiziosi".

Il riscatto delle rivali e l'unicità del derby

Chivu ha anche commentato la griglia di partenza della nuova stagione, analizzando se Milan e Juventus possano disporre di una spinta motivazionale superiore per riscattare le delusioni dell'anno passato: "Tutte le squadre partono pensando di portare a buon fine una stagione competitiva, di fare qualcosa di diverso e migliorarsi, tutti vorranno vincere". Sull'atmosfera speciale che circonda la sfida di domani, ha poi aggiunto: "È una partita speciale per tutti, ma alla fine è una partita come le altre. Inter e Milan sono famose in tutto il mondo, sarà una bella partita da guardare sicuramente".

La proposta shock: la Serie A all'estero come il Tour de France

Il passaggio più sorprendente della conferenza ha riguardato l'ipotesi, già discussa nel recente passato, di esportare stabilmente una partita ufficiale del campionato italiano fuori dai confini nazionali. Chivu ha promosso l'idea in ottica di brand, ma ha evidenziato le enormi criticità organizzative avanzandone una personale e suggestiva soluzione:

"Sarebbe carino, ma non è semplice da organizzare, perché implica un viaggio dall'altra parte del mondo per due squadre che poi avrebbero un rientro lungo e altre partite a stretto giro da disputare. Una idea potrebbe essere quella di metterla all'inizio della stagione, un po' come fa il Tour de France che disputa le prime tappe in un altro paese, prima di tornare in Francia. Se fosse la prima giornata da giocare all'estero, ci sarebbe la possibilità di arrivare con anticipo, magari una settimana prima, giocare la prima partita e poi tornare a casa e ripartire dalla seconda di campionato. Non sarebbe comunque semplice, ma almeno sarebbe all'inizio della stagione. Sicuramente promuovere il calcio italiano è importante: tutti lo vogliamo, ma bisogna fare qualcosa. Questa potrebbe essere un'idea, per esportare il calcio italiano anche dall'altra parte del mondo".

Il rapporto con i tifosi di Perth e la crescita dei giovani

In chiusura, l'allenatore rumeno ha risposto in merito alle attività commerciali e all'abbraccio dei tantissimi sostenitori australiani presenti a Perth, blindando però la disciplina del ritiro: "Avremo un allenamento aperto prima del match con la Juventus, ci saranno occasioni per incontrare la squadra. Ovviamente noi rispettiamo tantissimo i nostri tifosi, abbiamo una schedule molto rigida, che io voglio far rispettare nella maniera più rigida possibile".
Un ultimo pensiero è stato infine dedicato al rendimento e alle aspettative riposte sui tanti giovani talenti aggregati alla prima squadra in questa tournée: "So chi abbiamo a disposizione, spero che guardino il percorso di Federico Dimarcio, Pio Esposito, Aleksandar Stanković: dipende da loro, dall'intensità che mettono, dal livello che riescono a mettere nei match con i grandi, che è diverso da quello che trovano nei campionati giovanili".