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Tra Commisso e UEFA: Milan, sono giorni del Diavolo

Stefano Bressi

Commisso ha chiesto a Yonghong Li la maggioranza, si chiude a breve. Oggi arriva anche il verdetto da Nyon, rossoneri pronti al peggio.

L'obiettivo di entrambe le parti è arrivare a un accordo nel più breve tempo possibile. Ecco perché negli Stati Uniti si tratta a oltranza tra Yonghong Li e Rocco Commisso. Anche ieri, nonostante fosse domenica, il numero uno di Casa Milan e quello che potrebbe diventarlo a breve hanno continuato a lavorare. I due ancora non sono intervenuti personalmente, ma perché prima del faccia a faccia finale serve un enorme lavoro da parte di advisor e studi legali, scrive La Gazzetta dello Sport. Ora però l'offerta ufficiale c'è e l'obiettivo è arrivare alla stretta di mano rapidamente. Il Milan, infatti, vorrebbe chiudere entro la fine di questa settimana e se possibile anche prima. Commisso non chiede altro. Ormai il 68enne di origini calabresi è davvero a un passo dal comprare il Milan.

Le riunioni, comprese quelle di ieri, si stanno svolgendo al 200 di West Highway, a Manhattan, negli uffici della Goldman Sachs, banca d'affari che ha curato la proposta di Commisso. Si tratta di un grattacielo che si affaccia sull'Hudson, pieno di uffici e sale riunioni, dove l'accesso è consentito solo agli impiegati o a chi ha appuntamento. Ormai il volto di Han Li è conosciuto, . Il braccio destro di Yonghong Li sta seguendo personalmente la vicenda. A seguirlo lo stesso avvocato che un anno fa ha curato l'ultima fase dell'acquisto del Milan, con l'ingresso in scena di Elliott.

C'è ovviamente massima riservatezza sulle cifre dell'offerta di Commisso, ma la sostanza è abbastanza chiara: il presidente dei New York Cosmos vuole comprare immediatamente la maggioranza del Milan. Preferibilmente direttamente il 100%. Niente soci di minoranza, dunque, destinati a prendere il controllo con il passare del tempo. Al massimo si può pensare a una quota da lasciare a Yonghong Li. Da quanto filtra, comunque, Commisso attende una risposta già tra oggi e domani. Il motivo? Cautelarsi dagli altri competitor, che ci sono e sono vivi. Per esempio Thomas Ricketts e famiglia, il cui interesse è stato dichiarato pubblicamente. Inoltre, se invece subentrasse Elliott, il fondo potrebbe rivendere ad altre persone (in questo caso il favorito sembrerebbe essere Stephen Ross). Le paure di Commisso sono dettate anche dal fatto che pochi giorni fa sembrava essere arrivato al traguardo, ma poi Yonghong Li ha fatto retrofront.

Tutto sta, ovviamente, proprio nelle mani del Presidente rossonero. Sarà lui a decidere se concludere positivamente o meno, ma da tutte le parti filtra ottimismo. Le tempistiche dovrebbero essere idonee per poter sfruttare il tutto in ottica Fair Play Finanziario. Oggi infatti arriverà la sentenza della UEFA e per il Milan potrebbe essere una botta tremenda. Si parla di un'esclusione per due anni, oltre a una multa da 30 milioni. In caso di esclusione confermata (anche di un solo anno), il Milan ricorrerebbe al Tas di Losanna, non prima che tra dieci giorni. Presentarsi con un nuovo proprietario potrebbe ribaltare davvero la situazione. Per ora, forse, è meglio fare un passo alla volta e non fare troppe ipotesi. Il Diavolo è diviso tra la ghigliottina della UEFA e dei decisivi passi avanti per il nuovo proprietario.

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