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Gattuso, 40 anni in 40 frasi: “Kakà e Pirlo, altro pianeta. Il Milan il mio Paradiso”

Daniele Triolo

Gennaro Gattuso compie oggi 40 anni: vita e carriera di 'Ringhio' in 40 frasi significative in quest'approfondimento de 'La Gazzetta dello Sport'

RINO IN 3 FRASI

00:49 min

“La mia predisposizione alla fatica la considero quasi una malattia”.

“Io al Milan mi sentivo tifoso, capitano, Presidente” (maggio 2016).

“Fino a 13 anni ho giocato solo sulla spiaggia, non so come tirare le punizioni e non so come si fa un assist, eppure ho vinto un Mondiale”.

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LA GIOVENTÙ

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“Io da grande volevo fare il pescatore”.

“La domenica stavo in spiaggia a giocare con gli amici. Era un punto d'incontro. Mi ricordo ancora che le porte erano i bidoni di nafta. Delle capocciate ...”.

“Papà, sto scherzando, iamu (andiamo, n.d.r.)”. Dopo aver fatto finta di aver rifiutato il contratto in Scozia con i Glasgow Rangers.

“I primi mesi a Glasgow li ho trascorsi in camera, vedevo tutto il tempo Rai Uno. A 18 anni chiuso in una stanza d'albergo a guardare il mondo di Quark”.

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LO STILE

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“Gli avversari mi odiano perché gioco con la fame addosso” (dicembre 1999).

“Se nasci quadrato, mica puoi morire tondo”.

“Io non vado al Mondiale per un infortunio? Piuttosto mi lego al pullman come Fantozzi” (primavera 2006).

“Come mando già la sconfitta? Da solo, in cucina: mi preparo un panino e lo prendo a morsi come se fosse un avversario che mi ha battuto”.

“Mai chiesto autografi in vita mia. Lo avrei chiesto volentieri a Maradona, ma non ho mai avuto il piacere di incontrarlo”.

“Quando arrivai al Milan ero un mezzo scarpone: diciamo che qualcosa sono riuscito a fare”.

“Ho finito una sola partita con la maglia asciutta, nella Primavera del Perugia. Quel giorno avevo 38 di febbre”.

“Vorrei rinascere Gattuso. Se undici Gattuso giocano contro undici Montella, di sicuro non perdono” (febbraio 2008).

“Io diffidato prima della finale? Non è che mi devo mettere la fascia di Rambo e andare a beccarlo per forza, io me lo mangio il cartellino!” (prima della semifinale 2006).

“Tutte le volte che giocavamo contro la Francia dovevo marcare Zidane. La notte prima della partita non dormivo e pregavo perché accadesse qualcosa di magico”.

“Mi hanno dato cinque giornate, ci mancava che mi mettessero in galera” (febbraio 2011, dopo la testata a Joe Jordan).

“Io sono quello che la gente vede. Perché so bene che nella vita, come nel calcio, i palloni gonfiati fanno poca strada”.

“A Glasgow c'era un ragazzo, più o meno della mia età, che mi voleva pulire le scarpe. Mi sembrava umiliante per lui. Io le scarpe me le pulivo da solo”.

“Devo controllarmi di più. Nel derby non dovevo andare con il pugno sotto la faccia di Ronaldo”.

“Se vinciamo il Mondiale regalo l'intero premio della Federazione ad una parrocchia” (dicembre 2004).

“Credo nel Signore, meno in una chiesa che mostra troppo oro e magari c'è chi muore di fame”.

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IL MILAN

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“Dovrei essere io a pagare una società come il Milan, che mi permette di partecipare ai più grandi eventi, e non il contrario” (maggio 2005).

“Il Milan è patrimonio dell'UNESCO, altro che Manchester City o PSG: loro sono senza storia”.

“Il mio derby preferito è quello di Champions League, con la parata di polpaccio di Abbiati che salvò la qualificazione”.

“A vent'anni mi sono fatto la barba in spogliatoio e non ho pulito il lavandino. Costacurta mi ha dato uno schiaffetto: 'Non è casa tua, vai a pulire'. Noi nello spogliatoio facevamo rispettare le regole, manca questo ora al Milan” (maggio 2015).

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COMPAGNI ED AVVERSARI

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“Kakà è un fenomeno al 100%. Se quest'anno non vince il Pallone d'Oro glielo vado a comprare io” (maggio 2007).

“Kakà mi ricorda il secchione della classe. Al primo allenamento vado ad affrontarlo e mi pianta uno scatto tremendo. Penso: o ha un motore nascosto o è di un altro pianeta”.

“Quando vedo giocare Pirlo mi chiedo se io posso essere davvero considerato un calciatore”.

“Nedved? Lui ha un gran tiro, io una ciofeca. Io ho il vizio di gesticolare, lui di cascare”.

“Complimenti a Zanetti per come gioca. Io a 36 anni striscerò sui gomiti”.

“La partita più bella? Quella contro la Juve a Manchester. Quella sera andai oltre le mie possibilità. Ricordo uno scatto di 120 metri per rincorrere il portiere”.

“L'avversario più fastidioso da affrontare? Brandão, a Donetsk. Giocava sporco, mi metteva sempre le mani in faccia. Quel giorno non so come ho fatto a non perdere la testa”.

“Certo che Totti, in questo momento, è il giocatore più forte al mondo” (gennaio 2004).

“Il mio erede? A me piace Nainggolan. Ha la grinta giusta, però ehi … io ero più veloce di lui”.

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L'ALLENATORE

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“A Sion mi è capitato di chiedermi: 'Che cosa ci faccio, ho tutto da perdere …'. Mi sono risposto: 'Zitto e pedala'. Volevo sentirmi vivo”.

“Zamparini è un incompetente totale”.

“Questo è il Paradiso. Questo per me è un sogno che continua” (novembre 2017, conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore del Milan).

“Sarebbe stato meglio prendere una coltellata che prendere questo gol” (dopo il gol del portiere Brignoli a Benevento).

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