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R. Cucchi: “Il Milan si giocherà la Champions con le romane. Su Ibrahimovic e Gattuso..”

Donato Bulfon

Ecco le parole in esclusiva del giornalista sportivo, Riccardo Cucchi, ai microfoni di Radio Rossonera, sul momento del Milan in vista del match contro la Lazio
01:06 min

Ecco l'ntervista esclusiva di Radio Rossonera a Riccardo Cucchi: voce storica del calcio italiano. Tra i temi trattati non poteva mancare un commento sull'imminente big match di campionato tra Lazio e Milan. Qui di seguito l'intervista completa.

Iniziamo dalla Nazionale, Mancini sta trovando la strada giusta del gioco e della qualità?

"Sì, il grande problema della Nazionale italiana forse è quello di riuscire a trovare un attaccante con grande capacità realizzativa. Consideriamo inoltre che per Mancini non è certamente facile ricostruire dopo la grande delusione del Mondiale mancato; in più gli è stato chiesto di provare a lanciare qualche giovane e lo sta facendo. La strada è quella giusta: piacevole dal punto di vista del gioco ma sarà importante trovare maggiore concretezza. Auguro comunque al nostro Commissario Tecnico tutto il successo che merita".

Domenica Lazio-Milan, scontro diretto per la Champions?

"Sono dell'avviso che il campionato è ancora lungo e da qui a maggio si possono conquistare e perdere tanti punti. Lazio-Milan sarà sicuramente una sfida bella ed affascinante ma non decisiva per il quarto posto. Si affronteranno due squadre in grado di divertirsi e divertire e con ambizioni simili".

Corsa Champions. Sarà una poltrona per 3: Milan, Lazio e Roma?

"Sicuramente sì, a meno che non accada qualcosa di poco prevedibile. Juventus, Inter e Napoli hanno già dimostrato di avere maggiore qualità. Milan, Lazio e Roma se la giocheranno e sarà una sfida interessante; attenzione ai giallorossi: stanno rendendo al di sotto delle aspettative e credo che dal punto di vista dell'organico abbiano qualcosa in più rispetto alle altre due contendenti ma come sempre sarà il campo in qualità di giudice supremo a dare il verdetto a fine stagione".

Secondo lei come mai la Lazio fa così fatica contro le big?

"Il verdetto del campo è sempre attendibile. La Lazio in questo campionato ha perso contro squadre più forti. Rispetto all'anno scorso però non ha ancora recuperato appieno giocatori che sono stati fondamentali come Milinkovic-Savic e Luis Alberto; viceversa mi sembra invece che Acerbi abbia sostituito ottimamente De Vrij. La Lazio dell'anno scorso era una squadra difficilmente prevedibile, ora è conosciuta dagli avversari; forse Inzaghi potrebbe pensare di poterla rendere meno prevedibile".

Complici gli infortuni, il momento del Milan non è proprio positivo. Quando dovrà essere bravo Gattuso nel tentativo di rimediare a tale problematica?

"Milan sfortunatissimo! Il lavoro di Gattuso, del quale ho grande stima, sarà complicato. Il tecnico rossonero ha fatto bene e potrà sicuramente far bene ma dovrà far ricorso a tutta la fantasia e l'esperienza maturata. Personalmente il Milan mi piace perché è una squadra che ha dimostrato di potersela giocare anche se non è il Milan al quale i tifosi erano abituati: quello che fino a qualche anno fa vinceva tanti trofei. Ad ogni modo il Milan si trova in un periodo di transizione e credo che il percorso di crescita per tornare grande prima o poi verrà concluso".

Ibrahimovic può essere utile a questo Milan?

"Ibrahimovic, così come Cavani ed altri grandi campioni che sono già passati per i nostri campi, può essere importante anche oggi nonostante qualche anno in più sulle spalle. Credo però, pur con tutto il rispetto per un campione straordinario come lo svedese, il Milan abbia la necessità di costruire una squadra forte capace di durare nel tempo; il contributo di Ibrahimovic potrebbe durare pochi mesi".

Ci racconta cos'è "Radiogol. Trentacinque anni di calcio minuto per minuto"?

"Non è un'autobiografia, è un libro che esprime la mia storia d'amore con la radio mediante la complicità del calcio. Un libro di narrativa, un romanzo che vive intorno alle passioni di noi tutti che raccontiamo, viviamo e vediamo il calcio. Il mio è un libro emotivo nel quale spero che le parole scritte possano riuscire ad emozionare”.

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