Suso pigliatutto: "Voglio SuperCoppa, rinnovo e Nazionale"
Tra i grandi protagonisti della stagione rossonera, lo spagnolo Suso è diventato nel giro di pochi mesi uno dei punti fissi del Milan, nonostante lo scetticismo generale dettato più che altro dalla pessima impressione lasciata nelle precedenti avventure in rossonero. Oggi Vincenzo Montella, però, non può far a meno dello spagnolo che a microfoni de "La Gazzetta dello Sport" oggi si è raccontato in una lunga intervista. Si inizia proprio dalla finale di SuperCoppa: "E’ senz’altro la partita più importante della mia carriera. Dopo vengono la finale europea e il debutto in Premier League con la maglia del Liverpool: fu contro lo United, un’emozione pazzesca".
La Juventus: "L’unica ricetta che conosco per battere i bianconeri è restare concentrati 90 minuti, altrimenti è impossibile. Se sbagli ti puniscono subito. E se hai l’opportunità di segnare, non puoi permetterti di sbagliare. A livello tattico occorre stare molto compatti e stretti perché hanno attaccanti che giocano fra le linee. Chi toglierei loro? Dybala, Buffon e Alex Sandro, che difende molto bene, è completo e dinamico. E me lo beccherò io...".
Le parole di Higuain: "Fino ad ora la Juve ha dimostrato di essere la più forte, ma in campionato abbiamo vinto noi. Diciamo che un nome avrebbe anche potuto farlo (il "Pipita ha dichiarato che non toglierebbe nessun giocatore al Milan ndr) ".
Il paragone con Dybala: "La prima volta che affrontai il Palermo, Alex mi disse: osserva bene quel ragazzo e guarda come si muove. Aveva ragione, è fenomenale. In qualche movimento e giocata in effetti siamo simili, ma lui gioca più “dentro” di me".
Aver già battuto la Juve: "Averli sconfitti dà molta fiducia e anche qualche indicazione in più su come affrontarli. Ma se devo essere onesto, partono un po’ più favoriti, e io lo preferisco perché in questo modo noi saremo an- cora più motivati e la pressione sarà su di loro. Noi, nonostante non si vinca da due partite, ma avendo giocato bene, paradossalmente arriviamo alla Supercoppa ancora più convinti e consapevoli della nostra forza. Se perdiamo, per esempio, come è successo a Roma, avremo buoni motivi per essere soddisfatti lo stesso nel nostro percorso di crescita. Se vinceremo faremo un bellissimo regalo al presidente più grande del mondo".
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