Serie A - Dopo 10 giornate cominciano ad emergere i veri valori
Domenica prossima il Milan tornerà in campo a San Siro dopo la sconfitta di Genova. Di fronte ci sarà il Pescara che a Milano ha avuto sempre poca fortuna.
Nello specifico, gli abruzzesi nella loro storia hanno raggranellato solo un punto in casa dei rossoneri: il 25 gennaio 1981, nella sfida valida per la 19^ giornata di Serie B, costringendo il Milan ad uno 0-0. Le prime 10 partite di campionato hanno in parte rispecchiato i pronostici della vigilia: Juventus favorita, Roma e Napoli le principali rivali per la corsa Scudetto, milanesi in un momento di transizione.
Rispetto a un anno fa la squadra di Allegri ha il doppio dei punti (24 contro 12), un migliore attacco (21 reti segnate contro le 11 del 2015) e una miglior difesa (7 reti subite contro le 9 del campionato scorso) ma, tra le note negative, ci sono le due sconfitte di San Siro contro Inter e Milan, e il rendimento di Higuain che dopo un buon avvio, non va a segno da tre partite e fornisce prestazioni sottotono. Sabato sera ci sarà lo scontro diretto col Napoli, che quest'anno ha il doppio impegno campionato-Champions: finora i partenopei hanno subito gli impegni di Coppa (le tre sconfitte consecutive contro Atalanta, Roma e Besiktas sono un indizio) e anche l'infortunio di Milik ha contribuito a mettere in dubbio la possibilità di competere per lo Scudetto. La sessione di mercato invernale sarà utile per cercare di trovare un sostituto adatto, oltre a rinforzare il centrocampo viste le prestazioni poco convincenti (per il momento) di Insigne.
Vincenzo Montella Milan
Dalla sfida di sabato può approfittarne la Roma, che può contare sul trio d'attacco Salah-El Shaarawy-Dzeko (15 reti segnate su 23 complessive) e su un impegno non proibitivo contro l'Empoli. La rosa giallorossa ha poi a disposizione Nainggolan e Totti che può subentrare a gara in corso, e alla lunga si rivelerà la vera anti-Juve per la vittoria finale.
Fuori dalla zona Scudetto si sono segnalate le due facce di Milano: quella made in Italy del Milan, e quella made in Asia interista. Nonostante la sconfitta di Genova, Montella è riuscito a dare un gioco ai suoi ragazzi in questi primi due mesi di campionato, e l'attuale 4° posto è più che meritato. C'è da sperare che il disegno verde del mister napoletano possa continuare, viste le prestazioni dei vari giovani fatti esordire in prima squadra. Diverso è il discorso interista: un anno fa la squadra era in zona Scudetto, ora (complice il cambio di presidenza e il cambio tecnico di agosto) si trova a metà classifica ed è diventata Icardi-dipendente. Gli schemi di de Boer, oltre al difficile dialogo tra giocatori e tecnico, hanno contribuito al negativo inizio di stagione tra Serie A ed Europa League, e da qui al prossimo 20 novembre (data del derby) tutto è possibile, con un cambio in panchina se le prossime due gare (Sampdoria in trasferta e Crotone in casa) non porteranno 6 punti.
Altra delusione di queste prime 10 giornate è la Fiorentina: brava in Europa, pessima in Patria. E anche il pareggio raggiunto in extremis contro il Crotone è una delle conseguenze del mercato estivo, fatto esclusivamente di prestiti, con 4,8 milioni spesi per gli acquisti di Kevin Diks (2,8 milioni) e Ianis Hagi (2 milioni).
Stefano Sette
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