Salvate il soldato Brocchi: tre gare e un miracolo da costruire
Quattro partite per il nuovo (?) Milan di Cristian Brocchi, ma i risultati raggiunti non sono stati incoraggianti. Dopo una prima vittoria, risicata per di più, contro la Sampdoria a Genova, i rossoneri hanno inanellato un pareggio incolore contro il Carpi a San Siro, una brutta sconfitta a Verona e il rocambolesco 3-3 odierno contro il Frosinone al Meazza.
Quattro gare, cinque punti, un sesto posto perso e un gioco che stenta a vedersi. Quello di Brocchi non è stato un buon inizio. Certo, se Mario Balotelli non avesse sbagliato quel rigore o se la sfortuna non lo avesse abbandonato al momento di quella traversa centrata in pieno recupero, forse staremmo commentando una vittoria. Ma la sostanza delle cose non sarebbe cambiata. Quello visto in campo oggi è stato un Milan irriconoscibile, quasi succube di un Frosinone che va al riposo con due gol di vantaggio e nei primi 45 minuti fa quello che dovrebbe fare il Milan. Nella ripresa, Balotelli sbaglia il penalty e subito dopo Bacca accorcia e qualcosa sembra che può finalmente cambiare. Ma un errore di Alex, spalanca l'area a Dionisi che fulmina un non precisissimo Donnarumma. Antonelli prima e Menez su rigore poi riaddrizzano la baracca, ma come ha detto lo stesso Brocchi dopo la gara, il Milan non può e non deve prendere tre gol a San Siro.
Hellas Verona FC v AC Milan - Serie A
Ci sarà molto da lavorare, caro Cristian, e non è detto che il tempo ti sarà dato. Su San Siro oggi aleggiava un'atmosfera irreale, contestazione sistematica contro la società, il duo Berlusconi-Galliani preso di mira come causa di tutti i mali, una Curva che non ha esultato neanche ai gol. E così non è affatto facile, ma accettando questo ruolo sapevi a cosa andavi incontro. E ora, con il Sassuolo avanti di un punto, due gare non semplici da affrontare con Bologna e Roma ed una finale di Coppa Italia contro la Juventus come chiusura di una stagione sciagurata, il Milan e Brocchi sono chiamati al miracolo.
Ma in questo contesto anche il più navigato dei coach avrebbe legittime difficoltà. Per questo l'appello è ai giocatori: salvate il soldato Brocchi, ne va del futuro di un sogno che da sempre si chiama Milan.
© RIPRODUZIONE RISERVATA