Panchina Milan: la squadra è con Mihajlovic, Berlusconi vuole Brocchi
In questi giorni, in casa Milan, si parla molto di un possibile addio a fine stagione di Sinisa Mihajlovic. La 'bomba' l'aveva sganciata, qualche ora dopo la sconfitta dei rossoneri contro il Sassuolo, il giornalista Alessandro Alciato di 'Sky Sport', il quale ha sottolineato come il tecnico serbo sia stanco delle continue interferenze del Presidente Silvio Berlusconi nel suo operato quotidiano.
Mihajlovic, intervenendo in via telefonica a 'Milan Channel', ha quindi smentito tutto, anche per proteggere l'ambiente, negando di voler abbandonare il Milan, anzi, volendo rafforzare la propria posizione, ed evidenziando la sua gratitudine nei confronti del Presidente Berlusconi e dell'amministratore delegato all'area sportiva Adriano Galliani per avergli dato la possibilità di allenare questa squadra.
AC Milan v UC Sampdoria - Serie A
Secondo gli 'spifferi' che arrivano da Milanello, come anche oggi riportato dall'inviato in loco di 'Sky Sport', Peppe Di Stefano, a fine stagione, con tutta probabilità, le strade del Milan e di Mihajlovic si separeranno: o di comune accordo, oppure perché Berlusconi, colui che, ad ogni modo, dovrà decidere delle sorti dell'allenatore del suo Milan, avrà deciso di cambiare il terzo allenatore in tre anni. Prima, però, c'è una stagione da salvare, con una qualificazione in Europa League da centrare e, possibilmente, una Coppa Italia da vincere.
A Milanello, però, come evidenziato in un articolo del direttore Xavier Jacobelli sul 'Corriere dello Sport', la situazione sembra essere diventata paradossale: i giocatori del Milan ed Adriano Galliani sono dalla parte di Mihajlovic, con il dirigente rossonero, che, in particolare, starebbe cercando di convincere il patron del Milan a non cambiare ancora guida tecnica della squadra. Berlusconi, al contrario, non è soddisfatto di Mihajlovic, del gioco proposto dal serbo, e vorrebbe cambiare: il Presidente accarezza l'idea di una promozione di Cristian Brocchi, attuale tecnico della Primavera, ma il rischio di bruciarlo come già accaduto con Filippo Inzaghi c'è, eccome.
Ecco perché Berlusconi continua a valutare le alternative Eusebio Di Francesco e Roberto Donadoni, tecnici bravi, preparati e che propongono un gioco offensivo e gradevole. Tutti ingredienti che solleticano gli appetiti presidenziali.
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