Panchina Milan, il borsino di Mihajlovic e dei suoi concorrenti
Silvio Berlusconi, ieri mattina, nel corso di un intervento a 'Radio 1', ha legato indissolubilmente il futuro di Sinisa Mihajlovic ai risultati che il Milan saprà ottenere da qui e sino al termine della stagione. Qualora i rossoneri rialzassero la testa prontamente in campionato, e conquistassero la sesta Coppa Italia della loro storia, Mihajlovic potrebbe anche salvare panchina e progetto. In caso contrario, si andrebbe verso l'ennesimo cambio di allenatore in poco tempo. Su 'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina, un borsino di tutti i tecnici, Mihajlovic compreso, in 'orbita Milan', e le motivazioni per le quali potrebbero, o non potrebbero, sedere sulla panchina rossonera nella prossima stagione.
SSC Napoli v AC Milan - Serie A
MIHAJLOVIC: Sì, perché ha l'appoggio della squadra, ed ha avviato un ciclo che, a marzo, vede il Milan ancora in corsa per l'Europa e per la vittoria della Coppa Italia. No, perché Berlusconi lo ha stuzzicato per tutta la stagione, non lo ha mai amato, ed il suo gioco non ha mai convinto il Presidente. C'è il rischio di ripartire, per un'altra stagione, con il tormentone allenatore.
BROCCHI: Sì, perché la personalità ed il bel gioco che ha saputo dare alla Primavera piacciono molto a Berlusconi, per il quale Brocchi rappresenterebbe anche l'ennesima scommessa personale. No, perché si tratterebbe di un altro tecnico alla prima esperienza in Serie A, e si correrebbe il rischio di bruciarlo come avvenuto con Filippo Inzaghi.
DI FRANCESCO: Sì, perché il suo Sassuolo è una macchina organizzata, gioca un calcio manovrato e verticale come piace a Berlusconi. E' giovane, ma con esperienza. No, perché Giorgio Squinzi, patron neroverde, oltre ad essere un tifoso milanista è anche un sostenitore di Di Francesco e non vorrebbe privarsene. Su di lui, poi, c'è anche la concorrenza della Fiorentina se dovesse partire Paulo Sousa.
DONADONI: Sì, perché ha trascorso una carriera ricca di successi in rossonero, e potrebbe riavviare la lista degli ex che siedono sulla panchina del Milan. Ha fatto grandi cose a Parma, le sta facendo al Bologna, e sembra pronto per guidare una grande. No, perché Donadoni, che ha già guidato anche la Nazionale, potrebbe farvi ritorno per sostituire Antonio Conte, che lascerà dopo Euro 2016.
MONTELLA: Sì, perché con la Fiorentina aveva espresso un gioco basato su possesso palla e divertimento che aveva attirato le simpatie di Berlusconi. Un altro giovane con esperienza che, dopo le difficoltà iniziali, sta portando la Sampdoria alla salvezza. No, perché Massimo Ferrero, Presidente della Sampdoria, si è battuto con i Della Valle per portarlo a Genova, e non sembrerebbe intenzionato a liberarlo dopo pochi mesi. In più, Montella, all'inizio della sua avventura ligure, ha faticato a trasmettere la sua idea di calcio: potrebbe accadere lo stesso al Milan.
SARRI: Sì, perché era stato corteggiato a lungo quando era all'Empoli, ed a Napoli ha dimostrato di sapere guidare una grande, reggendo anche le pressioni ambientali di una piazza esigente, continuando sulla strada del bel gioco. No, perché il Napoli ha l'opzione unilaterale per il rinnovo del contratto e, se decide di esercitarla, per Sarri al Milan le strade sono chiuse. Il fatto, poi, che sia un tecnico 'old style', di quelli in tuta e non in giacca e cravatta, sembra un'immagine non troppo in linea con la filosofia rossonera.
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