Pianeta Milan archivio2016 Montolivo e il ritiro, tra esami di coscienza e scontri interni

Montolivo e il ritiro, tra esami di coscienza e scontri interni

Donato Bulfon
Nella giornata di oggi sono salite alla ribalta le dichiarazioni a Sky Sport del capitano del Milan, Riccardo Montolivo sul ritiro e l'esame di coscienza dei giocatori.

Nella giornata di oggi sono salite alla ribalta le dichiarazioni a Sky Sport del capitano del Milan, Riccardo Montolivo.

Il momento dei rossoneri non è semplice, a maggior ragione ora che la sfida alla Juventus si avvicina sempre di più: il ritiro in cui è stata "costretta" la squadra dopo la sconfitta di Bergamo contro l'Atalanta, non è stato digerito da molti dei giocatori milanisti, ma Montolivo è stato chiaro: tutto questo è servito per farsi un vero esame di coscienza, con uno scontro acceso e leale, necessario venire a capo ad una situazione che rischia di precipitare. Ecco, tra le altre, le parole del centrocampista del Milan: “E’ vero questo è un momento delicato, veniamo da quattro partite in cui abbiamo fatto solo due punti, non è accettabile fare così poco. Il ritiro non è la soluzione di tutti i problemi, ma in questo momento serviva per fare un esame di coscienza individuale per capire che così non si può andare avanti. Abbiamo parlato a lungo con Mihajlovic e tra di noi, non ce le siamo mandate a dire, stiamo cercando di capire cos’è successo nelle ultime quattro partite, abbiamo fatto troppo poco”.

Frasi che rivelano il vero senso di questo ritiro voluto espressamente da Sinisa Mihajlovic e avallato dalla stessa società rossonera. In tanti si sono manifestati contrari, soprattutto ex giocatori, abituati ad un altro Milan ed ad un altro metodo di soluzione dei problemi. Fatto sta che Montolivo ha parlato di un momento veramente difficile, di cui nessuno ne conosce bene i motivi. E se il ritiro non è forse la soluzione di tutti i mali, può essere visto almeno come un punto di partenza, necessario per il confronto tra le varie parti coinvolte. Il capitano rossonero sembra quindi prendersi le proprie responsabilità, parlando di un esame di coscienza individuale che porti a capire i motivi dei due soli punti conquistati dai rossoneri in quattro partite che hanno improvvisamente rimesso in bilico la panchina di Mihajlovic. Non se le sono mandate a dire i calciatori milanisti in ritiro, e si presumono anche degli scontri con parole grosse. Ma se questo è necessario per ripartire, ben vengano.

Il Milan ha bisogno di chiarezza: solo con il dialogo, forte ma leale e costruttivo, i problemi potranno essere risolti o, per lo meno, individuati e affrontati. Certo, stare in ritiro non piace a nessuno e non può essere l'unica soluzione, ma spesso a forzare la mano non si sbaglia. Le risposte arriveranno sabato sera contro la Juventus.