Pianeta Milan archivio2016 Milan, Brocchi fissa gli obiettivi

Milan, Brocchi fissa gli obiettivi

Edoardo Colombo
Cristian Brocchi ha fissato nel corso della conferenza stampa i passi da seguire per definire il nuovo Milan: 1) possesso palla; 2) finalizzazione; 3) velocizzare la manovra

Ride bene chi ride ultimo. Questo detto è proprio vero, soprattutto se si guarda in casa Milan. La prima assoluta di Brocchi, al Marassi contro la Sampdoria, non è stata di certo seguita da lodi sperticate per il nuovo tecnico rossonero. Nella prima passerella del nuovo Milan, Brocchi ha vestito i suoi ragazzi con l’abito del 4-3-1-2. Un vestito cucito, e voluto, su misura dal presidente Silvio Berlusconi. E la prima sfilata è andata bene: ma, come detto, ride bene chi ride ultimo.

Dopodiché, Brocchi volta pagina. Capitolo 2, titolo: Milan- Carpi, la prima a San Siro. Tutto facile, solo sulla carta. Milan disegnato con il 4-3-1-2, ovviamente. Ma la novità, attenzione, riguarda ancora la ciliegina sulla torta: il trequartista. L’alchimista Brocchi pensa, sperimenta e decide: si, proviamo il figlio al prodigo Boateng nella casella dietro le due punte. Detto, fatto: esperimento fallito. Nella prima passerella casalinga, il Milan rimane ingabbiato dalla ragnatela emiliana.

Certo, il Milan ha attaccato: ma in modo sterile, senza dimostrare resilienza. Per questo, domani, con il Verona, Brocchi non può più errare. L’ex centrocampista ha rivelato, oggi in conferenza stampa, gli ingredienti della ricetta per debellare l’asfissia rossonera. 1) La conferma del possesso palla: “Il possesso palla è un dato sicuramente positivo, abbiamo fatto il record della Serie A e in cosi pochi giorni credo che questo sia un obiettivo importante ma è normale che non bisogna fermarsi a questo: è fondamentale avere giocatori che abbiano le caratteristiche per mantenere la palla e noi giovedì ci siamo riusciti”

 2 ) Maggiore finalizzazione: "Sono dell'idea che anche squadre di livello inferiore giochino meglio di noi, ma perché conoscono bene i pensieri dell'allenatore. Per me comunque questi giocatori hanno la possibilità di fare molto di più. I miei giocatori devono essere i più forti, tocca a me farli emergere. Ho fatto un conto, per ora ho lavorato sul campo 13 ore: in questo tempo non è possibile lavorare al massimo su ogni area. La priorità adesso era dar coscienza al gruppo che poteva tenere il pallone più a lungo. Adesso che è chiaro possiamo iniziare a guardare tutte le aree del campo, infine si guarderà alla finalizzazione. Se venissimo giudicati senza la critica a prescindere si vedrebbe che questo possesso palla, per quanto sterile, è una tappa fondamentale nel nostro processo di crescita. Abbiamo fatto più del Napoli che si allena, con un allenatore bravissimo, da inizio anno con questi principi. Io comunque sono contento, ma so che dobbiamo lavorare tantissimo".

 3) velocizzare la manovra: E pensare che unendo il pragmatismo di Mihajlovic agli ideali del possesso palla e della fantasia di Brocchi verrebbe fuori un bel prodotto di gioco. Questo Milan, però, non suscita più timore reverenziale sugli avversari. Per forza, segna poco, arrivando poche volte alla conclusione. Ma il tempo a disposizione sta per scadere. Insomma, se i rossoneri non vorrano vedere un San Siro desertico, allora devono iniziare a vincere. Ancor prima di sciorinare il bel gioco.