Pianeta Milan archivio2016 Mihajlovic scuote gli attaccanti: sudore, rispetto per la maglia e gol

Mihajlovic scuote gli attaccanti: sudore, rispetto per la maglia e gol

Luca Fazzini
Nella conferenza stampa di oggi, Sinisa Mihajlovic ha cercato di spronare gli attaccanti, che vivono un momento particolarmente difficile

"Il diavolo può sempre cambiare. Una volta era un angelo ed è ancora in una fase di evoluzione". Recitava così una frase famosa di Peter Laurence psicologo canadese vissuto in pieno 1900. E la sua frase calza a pennello con la situazione del Milan, soprattutto in attacco. Il diavolo, infatti, è in piena fase di evoluzione, di costruzione, di cambiamenti. L'angelo che era una volta, quando San Siro ospitava i grandi incontri di Champions, non c'è più, e bisogna rifondare. Il reparto offensivo, infatti, non ha nessuna certezza, escluso - probabilmente - Carlos Bacca.

Posto che il colombiano è un elemento fondamentale dello scacchiere rossonero, nonostante la recente crisi in chiave realizzativa, i suoi partner sono ancora da verificare. Mihajlovic ci ha provato con Balotelli, poi con Menez, ma nessuno è sembrato in grado di sostituire Niang dopo l'incidente del francese. E domani il serbo potrebbe cambiare ancora, proponendo titolare - due mesi dopo (l'ultima gara fu all'Olimpico il 9 gennaio) - Luiz Adriano. Queste le parole dell'ex Samp sul brasiliano: Sono dieci giorni che si allena con noi e si è allenato bene, come tutti gli altri attaccanti. Non è al 100%, ma molto dipende anche dalla testa, comunque è un ragazzo che da sempre tutto quello che ha quando scende in campo”.

Il discorso di Mihajlovic, però, è più ampio. Il problema non è solo quello di riuscire a segnare, ma l'atteggiamento. Spesso, infatti, la poca voglia o il mancato sacrificio di Menez e Balotelli ha costretto gli ultimi due alla panchina. Il serbo l'ha detto chiaro oggi, durante la conferenza stampa: “Tutti hanno ancora dieci partite per onorare la maglia, il nome e la storia. Devono lavorare bene in settimana, chi lavora meglio e mi convince gioca. Non importa chi parte titolare, importa che chi entra deve dare il massimo. Ripeto, io non cerco un colpevole, ma dagli attaccanti mi aspetto certe giocate, sono i giocatori con più qualità. Guardate il gol di Cuadrado, nasce da una grande azione di Morata, io voglio queste azioni dai miei attaccanti. Il nostro problema è li davanti, perchè ultimamente facciamo fatica a buttarla dentro e da quando esiste il calcio sono gli attaccanti a fare la differenza. Queste cose le dico a voi, ma anche a loro, non è possibile che i miei quattro attaccanti in due partite non fanno nemmeno un tiro in porta. Alcuni pagano gli infortuni, ma adesso hanno tutti 10 partite per onorare la maglia e il loro nome, già da domani”.

Parole che non lasciano dubbi: sacrificio, rispetto per la maglia, voglia e aiuto per la squadra, insieme - ovviamente - ai gol: la ricetta per i nuovi bomber rossoneri è scritta, da domani si inizia a cucinare, sperando di servire piatti prelibati. Senza la paura di vedere cambiare un diavolo...