E' il momento di Balotelli: Mario, se ci sei batti un colpo
Una croce più che una delizia. Una meteora più che una stella. Sregolatezza più che genio. Signori, questo è Mario Balotelli, nel bene o nel male. Perché il numero 45, povero lui, staziona sempre nell’occhio del ciclone. Quanto sono fortunate le malelingue: su “Balo”, infatti, ci sarà sempre da discutere. Ma caro Mario, caro “bad boy”, non prendere sempre le critiche come delle stucchevoli paternali. Piuttosto, leggile come dei modesti suggerimenti. Il mondo del calcio è difficile, si sa: denaro e pressioni la fanno da padrone. Non solo. Nel rettangolo verde, purtroppo, la memoria è lunga, ma la carriera è breve. Se pecchi troppo, alla fine, vieni dimenticato. E adesso, Mario, devi diventare grande. Subito, già da sabato, nella tua San Siro, contro la Juventus.
US Alessandria v AC Milan - Tim Cup
Il numero 45, per smentire i suoi detrattori, dovrebbe rispolverare il suo passato. Attenzione, nessuno ha detto di prendere la macchina del tempo e tornare all’epica doppietta in Coppa Italia con la Juventus; anche se, quello, era un Mario da videogame – Super Mario, appunto. Si pensi, invece, agli albori della stagione in corso: che impatto ebbe il Sig.Mario? Mica male. Esordio a San Siro, derby della “Madunina”. Il nostro calca il campo a ripresa inoltrata: disarma la difesa nerazzura, fa il bello e, soprattutto, fa capire all’Italia quanto sia forte Samir Handanovic. I 90 minuti poi, per intero, gli saranno concessi in terra friulana, contro l’Udinese. “Balotelli è tornato”, è questo la voce del popolo dopo la gara contro i bianconeri: Mario confeziona giocate contornate da rara bellezza, per poi bucare l’incrocio con una pennellata rinascimentale.
L’ex Liverpool scardinò, d’emblée, la coppia Bacca- Luiz Adriano. Peccato però, perché i pregiudizi, sul buon Mario, sono sempre giustificati. Sciocco chi credeva nel grande ritorno. Saggio chi nutriva dei dubbi. E Balotelli, come al solito, illuse i suoi tifosi. Non solo quelli milanisti, ma quelli di tutto lo stivale. Anche se, quest’anno, non è stata solo colpa sua. Anzi. Dopo Udine, l’esercito di Mihajlovic sbarca a Marassi. Non l’avesse mai fatto: i rossoneri perdono di misura e sprofondano all’inferno. E Balotelli, puntualmente, viene consegnato all’altare dei sacrificati. Certo, la sua non fu una prova da 10, ma in quell’occasione, Mario, si era preso la briga di giocare al servizio della squadra. E poi? Le tenebre. Come è noto, l’ex Manchester City fu costretto a fermarsi ai box per quattro mesi, stante una fastidiosa pubalgia. Sino a che, Balo is back. A gennaio inoltrato, il 45 rientra contro l’Empoli, ma al Castellani Balotelli è mal mostoso: non si impegna, sembra triste. Addirittura, poco dopo, a San Siro contro il Genoa, Mihajllovic lo accuserà di scarso impegno: “chi non lotta sino al 94’ con me non giocherà più”.
Ma una nota positiva c’è: Balo accetta le panchine senza dare in escandescenza, e non cade più nelle provocazioni dei nemici in campo. Domenica scorsa, infatti, Mario è sembrato diverso: se il Milan è stato un fantasma nella ripresa, Balo, entrato a gara in corso, ha avuto un buon impatto sul match. Contro la Dea, il numero 45 ha tirato una gran bordata, diretta non solo ai guantoni di Sportiello, ma anche alla testa di Mihajlovic. E il tecnico serbo, guarda caso, è stato scosso da questo tiro. Sinisa, di fatti, è intelligente, e sa cambiare idea: e a Mario, dunque, è giusto dare un’altra possibilità. L’ultima? Chissà. Insomma, il bresciano si dovrà reinventare: da zavorra a valore aggiunto di questo Milan. E il serbo, in fondo, sa che le sfortune di Balotelli non possono essere le origini dei mali rossoneri.
Contro la Juventus, dunque, il tecnico rossonero stravolgerà gli schemi. Supermario giocherà in coppia con Bacca, senza dare fissi punti di riferimento alla retroguardia bianconera. Per il 45 rossonero, il bilancio dei suoi precedenti contro la Juventus è positivo: 3 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte con 4 gol segnati e altrettanti cartellini gialli. Coraggio Balo, hai troppo talento per buttarlo via.
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