Pianeta Milan archivio2016 Berlusconi-Mihajlovic: tre mesi di carezze, poi soltanto picconate

Berlusconi-Mihajlovic: tre mesi di carezze, poi soltanto picconate

Daniele Triolo
Sintonia scomparsa rapidamente, già ad ottobre, quella tra Silvio Berlusconi e Sinisa Mihajlovic: le tappe di un rapporto tormentato

L'idillio tra Silvio Berlusconi e Sinisa Mihajlovic, secondo 'La Gazzetta dello Sport' questa mattina in edicola, è durato appena tre mesi: dal 3 luglio 2015, giorno della presentazione in pompa magna a Milanello, al 4 ottobre 2015, giorno di Milan-Napoli 0-4. Da lì in poi, partita dopo partita si sono aperte sempre più crepe nel rapporto tra il Presidente ed il suo allenatore.

Berlusconi, ha scritto la 'rosea', negli ultimi anni ha avuto pochissima pazienza con i propri allenatori: se, per anni, il vanto del Milan era proprio quello di non ricorrere mai all'esonero del tecnico se non proprio in casi estremi, negli ultimi tre anni il club di Via Aldo Rossi ha cambiato altrettante volte la conduzione tecnica della squadra, sollevando dal proprio incarico dapprima Massimiliano Allegri, quindi Clarence Seedorf, poi Filippo Inzaghi. Ed ora è la volta di Mihajlovic.

A Milanello, lo scorso luglio, avevano scelto Mihajlovic affinché riportasse un po' d'ordine, ed impartisse allo spogliatoio nuove regole, disciplina ed un nuovo approccio mentale. Poi, Berlusconi, secondo 'La Gazzetta dello Sport', ha cominciato a pretendere di più, vale a dire un tipo di gioco che, per tipologia di allenatore (Mihajlovic è più 'pratico' che estetico) e per tipologia di squadra costruita, sarebbe stato comunque inapplicabile a questo Milan.

Così sono cominciate ad arrivare le prime punzecchiature, 'alimentate', ad onor del vero, da alcune prestazioni indecenti della squadra. Berlusconi, a volte con battute ed a volte senza troppi giri di parole, ha cominciato a mettere forte pressione sull'allenatore. Adriano Galliani, da buon mediatore, ha provato più volte a metterci una pezza, difendendo il progetto tecnico-tattico di Mihajlovic, ma quando il serbo ha cominciato a replicare al Presidente, anche il dirigente brianzolo si è dovuto inchinare.

Frasi di Mihajlovic come “Berlusconi può parlare di calcio, ma sempre con il mio permesso”, naturalmente, hanno acuito la frattura tra tecnico e società, ed il Presidente ha alzato sempre di più il 'tiro' con le sue frecciate, fino a palesare la sua arrabbiatura per aver speso 150 milioni e ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, e, in pratica, suggellare l'addio di Mihajlovic già 6-7 gare fa, quando disse “Affinché resti dovrà vincerle tutte”. Il disagio ed il logorio mentale di Mihajlovic sono quindi emersi nelle settimane successive, dove, comunque, l'allenatore ha sempre dichiarato di poter andare a testa alta. Peccato per lui, però, che tutto questo non sia bastato.