Pianeta Milan archivio2016 BALOTELLI sempre più lontano dal MILAN

BALOTELLI sempre più lontano dal MILAN

Daniele Triolo
Sinisa Mihajlovic sembra essersi arreso: Mario Balotelli non cambia atteggiamento, e rischia di non vedere più il campo. A fine anno il ritorno al Liverpool

Gran parte dei quotidiani sportivi in edicola questa mattina sembra concordare su un punto: Mario Balotelli è sempre più lontano dal Milan, palesemente 'scaricato' in diretta televisiva, nel post partita di Milan – Genoa, da un infuriato Sinisa Mihajlovic.

Come riportato da 'Tuttosport', il tecnico milanista, non soddisfatto dell'atteggiamento tenuto dal numero 45 rossoneri nei 6' trascorsi domenica in campo a 'San Siro', era entrato in campo dopo il triplice fischio finale per andare a muso duro verso Balotelli, prima di essere fermato dal preparatore atletico del Milan, Bovenzi. Mihajlovic, comunque, nelle interviste televisive rilasciate al termine della sfida contro il Genoa, aveva provveduto a generalizzare i suoi rimbrotti per evitare di attirare l'attenzione mediatica sul solo personaggio di Balotelli, che Galliani aveva difeso appena un paio d'ore prima sotto il punto di vista comportamentale.

Speranza vana, quella di Mihajlovic, perché oggi, su Leggo, così come su 'La Gazzetta dello Sport', viene specificato come Balotelli, a fine anno, farà sicuramente ritorno al Liverpool e quindi non sarà riscattato dal club di Via Aldo Rossi, mentre, addirittura, il quotidiano 'Libero' si chiede se SuperMario è ancora classificabile come un calciatore. “In quasi sei anni, non è cambiato di una virgola”, si legge: Balotelli, che difficilmente giocherà lunedì 22 febbraio al 'San Paolo' contro il Napoli, potrà convincere Mihajlovic a concedergli una nuova opportunità soltanto attraverso il costante impegno negli allenamenti ed un atteggiamento in campo totalmente differente da quello mostrato finora.

Anche perché, come ricordato dall'editorialista Franco Ordine su 'Il Giornale', Balotelli, sta venendo meno, nei confronti di Mihajlovic, alla promessa fattagli ad agosto, a Firenze, quando l'allenatore serbo accettò di riprenderlo in squadra a patto di non essere mai né deluso né tradito da lui.