Allegri: “Pensare partita dopo partita è stato il nostro segreto”
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, si è preso l'ennesima rivincita nei confronti del Milan, club che, nell'inverno 2014, lo esonerò dopo una rocambolesca sconfitta per 4-3 al 'Mapei Stadium' contro il Sassuolo. Da quando è tecnico dei bianconeri, ha vinto 4 sfide su 4 contro la sua ex squadra, ieri battuta per 2-1 grazie alle reti del croato Mario Mandžukić (8 gol in Serie A per lui) e Paul Pogba.
AC Milan v Juventus FC - Serie A
Allegri, come ha sottolineato 'La Gazzetta dello Sport' quest'oggi in edicola, si è preso un altro pezzo di Scudetto, quinto consecutivo per la Juventus e secondo personale per lui con i bianconeri, nella stessa porta che, nella stagione 2011-2012, fu 'protagonista', suo malgrado, del gol-nol-gol di Sulley Muntari. Ora, i punti di vantaggio della Juventus sul Napoli sono 9 (in attesa, naturalmente, del match di quest'oggi al 'San Paolo' tra i partenopei e l'Hellas Verona): impensabile se si torna indietro con la mente ad ottobre, quando la Juventus era 14esima in classifica e lontana anni luce dalla vetta.
Il gruppo è forte, altrimenti, ha spiegato ieri Allegri nell'immediato post partita di Milan-Juventus, non avrebbe conquistato 21 vittorie in 22 partite: “Abbiamo fatto un passo in avanti, ma non dobbiamo fermarci: 76 punti non bastano per lo Scudetto – ha dichiarato Allegri -. Il quinto Scudetto non capita ogni cinque anni. Non sappiamo quando ricapiterà e se ricapiterà. Pensare partita dopo partita è stato il nostro segreto; se guardavamo la classifica dopo il Sassuolo ci buttavamo giù dal ponte. Buffon è stato decisivo nel secondo tempo, era una partita difficile perché il Milan veniva da un brutto momento, e non è semplice vincere a San Siro. È stato fondamentale il carattere dei 'vecchietti' trasmesso ai nuovi: oltre alle qualità tecniche la squadra ha qualità morali molto importanti”.
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