SEEDORF, SEDOTTO E ABBANDONATO. MERITI E DEMERITI DELL’OLANDESE
Redazione
Clarence Seedorf (fonte foto: corrieredellosport.it)A stagione conclusa arriva il momento dei bilanci e degli addii, e in casa Milan c’è ne sarà uno eccellente, Clarence Seedorf. Dopo soli 4 mesi dal suo insediamento sulla panchina rossonera, per lui è già tempo di rifare le valige. L’avventura al Milan, nonostante fosse cominciata con i migliori auspici e con l’imprimatur presidenziale di Berlusconi in persona, è agli sgoccioli. Proviamo a capire cosa ha funzionato e cosa no.I MERITI - Al suo arrivo, l’ultima giornata del girone di ritorno, il Milan aveva la miseria di 22 punti, con 5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte e veleggiava nella seconda metà di classifica. Avendo disputato un girone a testa, il raffronto Seedorf-Allegri è semplice e premia l’olandese. Nelle sue 19 partite da allenatore, Seedorf ha ottenuto 35 punti( 13 in piu’ di Allegri), con 11 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte. Il gioco, seppur molto altalenante e discontinuo, è migliorato, così come la tenuta difensiva ( 19 gol subiti, contro i 30 dell’era Allegri). Da segnalare, poi, la vittoria nel derby che mancava da poco piu’ di tre anni.DEMERITI - Seedorf ha pagato soprattutto alcuni difetti comunicativi e gestionali. Il feeling con una parte dello spogliatoio, specie lo zoccolo duro italiano, non è mai sbocciato. Alcuni, addirittura, sono andati ad Arcore a lamentarsi per la scarsa professionalità dell’olandese negli orari degli allenamenti (ritardi, bizzarrie e sedute sempre e solo al pomeriggio). Ad infastidire lo spogliatoio, è stata anche la famosa chiacchierata di Seedorf con i tifosi, in cui l’olandese manifestò la decisa volontà di cambiare ¾ della rosa a fine stagione.Pessimi sono stati anche i rapporti con Tassotti, deresponsabilizzato e obbligato a rispettare – si dice – diktat piuttosto singolari (come l’impossibilità di alzarsi dalla panchina per dare indicazioni).Infine, i contrasti con Adriano Galliani (evidenti) e qualche decisione tattica (Milan iper-offensivo e senza il trequartista, modulo gradito a Berlusconi)CONSIDERAZIONI - Considerati i pro e contro, una cosa spiazza i tifosi rossoneri: quel contratto di due anni mezzo a 2,5 milioni a stagione. Tanti per un esordiente. Inutile negarlo: Seedorf non è stato messo alla porta per demeriti sportivi, ma gestionali e comunicativi. Forse che il Milan non sapeva il carattere deciso e decisionista di Seedorf? Impossibile, avendolo avuto in squadra per anni. I motivi non sono stati ancora realmente spiegati, qualcuno è filtrato, molti altri sono stati secretati. Prima di voltare pagina, forse, però, sarebbe bene spiegarli ai tifosi che hanno mostrato un certo attaccamento a Seedorf. Probabilmente, agevolerebbe anche Pippo Inzaghi.Matteo Anobile