Pianeta Milan archivio2014 SEEDORF PORTA A SCUOLA MAZZARRI: CAMBIO DI MODULO E DERBY IN CASSAFORTE

SEEDORF PORTA A SCUOLA MAZZARRI: CAMBIO DI MODULO E DERBY IN CASSAFORTE

Federico Albrizio

Clarence Seedorf (Fonte foto: corrieredellosport.it)
Una sfida nella sfida quella tra Seedorf e Mazzarri nel derby di ieri sera. L'olandese all'esordio nella stracitaddina, come allenatore, ha dovuto fronteggiare un tecnico esperto, un veterano nel nostro campionato: un banco di prova importante per valutare la crescita di Clarence dal suo arrivo a gennaio. Da un punto di vista tattico non si tratta sicuramente di una gara semplice: i nerazzurri si presentano a San Siro con il collaudato 3-5-2, modulo canonico per il livornese in tutte le sue avventure, e si affidano a ripartenze veloci; i rossoneri invece a sorpresa abbandonano il consueto 4-2-3-1, mossa che sorprende gli addetti ai lavori.Il rombo ingabbia Cambiasso e frena gli esterni - Seedorf senza alcun timore reverenziale e senza sentire il peso della pressione opta per un ritorno al passato: 4-4-2 con il rombo a centrocampo. De Jong infatti gioca da frangiflutti davanti alla difesa, con Poli e Montolivo ai suoi lati. Taarabt invece si reinventa trequartista puro alle spalle di Kakà e Balotelli. Un'innovazione che desta perplessità, ma mostra dopo pochi minuti di assestamento notevoli vantaggi per i rossoneri in fase difensiva: Cambiasso e Kovacic, fonti primarie del gioco dell'Inter, vengono ingabbiati e finiscono col perdere quasi tutti i palloni toccati. Costretti ad allargare il campo, i nerazzurri però non riescono comunque a trovare spazi: l'ottimo lavoro di raddoppi delle due mezzali e la straordinaria prestazione difensiva di Constant soprattutto frenano tutte le incursioni di Jonathan e anche Nagatomo riesce solo una volta a trovare il fondo.Manovra elaborata interrotta da verticalizzazioni interessanti, manca chi attacca la profondità - In fase offensiva il gioco imposto con questo modulo ricorda quello del Milan di Ancelotti: manovra lenta, molto elaborata e con una fitta rete di passaggi spesso orizzontali. Si intravede qualche verticalizzazione interessante, come quella di De Jong per Kakà in occasione della traversa del brasiliano, ma i rossoneri pagano l'assenza di profondità: Balotelli come al solito tende a schiacciarsi sulla trequarti lasciando molto spazio per gli inserimenti alle sue spalle; inserimenti però che non arrivano e rendono impossibile accelerare le giocate. Va considerato comunque che come prima uscita i risultati sono interessanti e incoraggianti.