Pianeta Milan archivio2014 SEEDORF-GALLIANI, UNA GUERRA SENZA SENSO

SEEDORF-GALLIANI, UNA GUERRA SENZA SENSO

Arianna Alborghetti

Mauro Ramon Turone
In 28 anni di storia rossonera mai si era visto un Galliani così: silente con i giornalisti e furibondo in tribuna. La faccia dell'amministratore delegato rossonero in occasione di Milan- Livorno è l'emblema del clima tesissimo che aleggia tra lui e Clarence Seedorf. Nessuna esultanza, self control e tanti pensieri per la mente. Una situazione che poco ha a che fare con il campo e tanto con il rapporto in sè tra i due: qualcosa è successo, qualcosa si è rotto, e da allora è calato non solo il gelo, ma anche il silenzio. Sì perchè mai come negli ultimi tempi Adriano aveva parlato così poco con i giornalisti.Il Milan ha vissuto tempi peggiori sotto la guida di Galliani, soprattutto per quanto riguarda i risultati (26 punti in 14 gare di gestione Seedorf sono inferiori solo a Juve e Roma), eppure il braccio destro di Silvio Berlusconi ha sempre affidato i propri pensieri alla stampa. Da grande uomo di comunicazione ha sempre messo il bene della Milan al primo posto, dicendo le parole giuste al momento giusto. Adesso preferisce invece non esporsi, restare dietro le quinte, evitando come la peste qualsiasi domanda indiscreta sull'olandese. Per il Milan il futuro è più incerto che mai: non solo la permanenza di Seedorf è un grosso interrogativo (certa solo in caso di quinto posto), ma anche la situazione di Galliani stesso è particolarmente complicata. Prima la faida con Barbara, poi l'intervento di Berlusconi per convincerlo a restare e ora nuovamente gli attriti con l'allenatore. Per Adriano non c'è pace, eppure basterebbe seppellire l'ascia di guerra. Un giorno (forse) sapremo davvero cosa c'è sotto.