Pianeta Milan archivio2014 PROFILING INZAGHI – TRA DIETA, REGOLE FERREE E STUDIO MANIACALE

PROFILING INZAGHI – TRA DIETA, REGOLE FERREE E STUDIO MANIACALE

Arianna Alborghetti

Filippo Inzaghi - fonte www.lastampa.it
I tifosi del Milan (e non solo) sanno già tutto su Pippo Inzaghi, leggendario attaccante bianconero prima e rossonero poi, che ha segnato la storia del calcio italiano nel Mondo. Secondo dietro Raul nella lista dei capo-cannonieri nelle competizioni Uefa, ed unico sinora ad aver segnato in tutte le competizioni per club, SuperPippo è uno di quei giocatori che resterà per sempre nei cuori dei tifosi. Ma di Pippo Inzaghi in veste di allenatore si sa poco: dopo il ritiro, due anni di esperienza appena e già un'offerta per la panchina rossonera.CHI E'- Nato a Piacenza il 9 agosto del 1973, fratello maggiore di Simone, anch'egli calciatore prima e allenatore poi, Filippo cresce nelle giovanili del Piacenza, con cui esordisce in prima squadra nel 1991 a 18 anni. Dal periodo trascorso nel Verona arriva il soprannome SuperPippo, che lo accompagnerà per il resto della sua carriera. Dopo il ritorno a Piacenza e le parentesi con Parma ed Atalanta, finalmente il grande salto in una big: anno 1997, a 24 anni Inzaghi passa alla Juve per 20 miliardi. Una Supercoppa italiana, uno scudetto ed una Coppa Intertoto dopo, l'attaccante è stato ceduto al Milan per 70 miliardi di lire, ed è proprio con la maglia rossonera che Inzaghi ha raggiunto la fama internazionale. Vinto il Mondiale 2006 con l'Italia, nel 2012 SuperPippo ha appeso gli scarpini al chiodo, passando al ruolo di allenatore. Dopo un anno con gli Allievi Nazionali rossoneri, il 7 giugno 2013 è diventato allenatore della Primavera.RISULTATI- Inutile ricordare i successi da giocatore. In qualità di tecnico, aspetto che ora interessa più al Milan, SuperPippo ha conquistato con gli Allievi nel marzo 2013 la Scopigno Cup/Trofeo Città di Rieti, battendo in finale lo Zenit per 3-2. Raggiunte lo stesso anno le Final Eight del campionato, i suoi ragazzi sono stati poi eliminati in semifinale dall'Empoli. Passato alla Primavera, il 17 febbraio di quest'anno ha vinto il Torneo di Viareggio, battendo in finale l'Anderlecht per 3-1. Ottime prestazioni anche in Uefa Youth League, dove i ragazzi hanno superato un girone complicato (tra le avversarie il Barcellona, ndr) e ceduto il passo agli Ottavi contro la corazzata Chelsea. In campionato invece Inzaghi ha pagato le fatiche dei molti impegni e gli infortuni cadendo in casa contro l'Udinese (che aveva a disposizione ben 3 giocatori nel giro della Prima Squadra, ndr) nello spareggio per accedere alle Final Eight.MODULO- Nella sua Primavera Inzaghi predilige un centrocampo a tre, punto focale del suo sistema di gioco: davanti alla difesa agisce un costruttore di gioco (Piccinocchi o Modic, ndr), supportato da due mediani di quantità e con buona propensione all'inserimento. Il modulo si adatta poi secondo le circostanze, alterando un 4-3-3, con due esterni d'attacco, e un 4-3-1-2, il tanto amato schema di Silvio Berlusconi, con un trequartista e due punte davanti.CARATTERE- Esuberante, coinvolgente ed emozionante. Pippo Inzaghi era l'incarnazione di qualsiasi tifoso in campo, segnare contro il Perugia o in finale di Champions League non cambiava, l'importante era farlo. Da allenatore ha voluto trasmettere lo stesso sentimento ai suoi ragazzi: altro che aplomb ancelottiano, Inzaghi è adrenalina pura, anche da allenatore. Vive la partita con trasporto dalla panchina, coinvolge i tifosi e non permette ai giocatori di perdere mai l'attenzione. Il carattere vivace ed esuberante lo ha portato quest'anno però a diversi scontri con i direttori di gara, spesso a dir la verità eccessivamente severi nel punire alcuni atteggiamenti dell'ex bomber.FILOSOFIA- Il dna è quello giusto, milanista. Difesa a quattro e gioco offensivo. Ma con equilibrio. Da ex attaccante, tiene particolarmente ai movimenti offensivi delle punte. Ricerca e studia gli avversari in maniera approfondita, maniacale. Da giocatore vedeva e rivedeva in continuazione le cassette dei difensori avversari per carpirne i segreti e i difetti. Ora lo fa osservando anche gli altri riparti.CURIOSITA'- "Conosce tutti, dai giocatori professionisti a quelli del settore giovanile". Parola di Adriano Galliani, un altro attentissimo al dettaglio. Galliani che, per altro, due anni fa gli aveva già pronosticato una carriera da numero uno anche in panchina. Fissato con la dieta, ha impostato da subito alcune regole ferree all'interno dello spogliatoio: l'alimentazione corretta è una di queste.