PETAGNA, COSA FARE? UNA RISORSA DA VALORIZZARE. VERAMENTE STAVOLTA
Redazione
Andrea Petagna (Fonte foto: www.calcissimo.com)Classe ’95, mancino, fisico importante e una carriera davanti tutta da costruire. Andrea Petagna forse non stuzzica il palato di noi tifosi rossoneri, ingolositi dal sogno Iturbe e saziati per anni da grandi campioni, da immensi numeri 9, da Van Basten e Inzaghi.Rimane, però, che Petagna può essere il futuro o forse, con un po’ di coraggio, una parte importante del presente. Il giocatore è ben conosciuto da Inzaghi, che lo stima, ne studia la crescita, l’ha voluto fortemente per l’ultimo Viareggio e ha goduto per il suo gol in finale con l’Anderlecht.Con Matri desiderato dalla Samp e Pazzini monitorato dal Napoli, se fosse lui il primo sostituto di Mario Balotelli? Difficile accettare ora una scommessa così azzardata, in una anno di rilancio, in una stagione che non si deve sbagliare, con le sopra citate punte a disposizione, costate parecchio e con una storia calcistica più completa.Quindi? Quindi la possibilità che Andrea parta, si faccia le ossa in qualche squadra di provincia e si decida per una crescita in ambienti meno competitivi è reale, forse persino auspicabile. Il Cesena lo segue, ci sta pensando e sarebbe forse la squadra ideale per il giovane attaccante: l’entusiasmo di una neopromossa, dove i giovani giocano per stupire, per tornare più forti, per tornare al Milan.Ecco il Milan, il cui dovere nella gestione di Petagna è oltremodo scontato: valorizzarlo. Concetto però spesso dimenticato, messo da parte per seguire politiche di scambi, di parametri zero, tentativi e strategie che la storia ci ha consegnato come errori, per avere tutto subito, per avere piazzamenti Champions sempre più difficili da ottenere, con giocatori cotti (talvolta finiti) e altri, più promettenti, trattati con poca pazienza e alla fine svenduti, prestito dopo prestito, comproprietà dopo comproprietà. Errori da non ripetere con Andrea Petagna.Marco Zago