Pianeta Milan archivio2014 PER GALLIANI E’ TEMPO DELLE GRANDI RIVINCITE

PER GALLIANI E’ TEMPO DELLE GRANDI RIVINCITE

Arianna Alborghetti

qn.quotidiano.net
Se ne era andato, Adriano Galliani. Era il 29 novembre dello scorso anno e dopo la vittoria di Glasgow l'ad rossonero annunciava al mondo: "Lascio, con o senza accordo sulla buonuscita. Sono offeso, non è così che si opera il ricambio generazionale, lo si fa con eleganza. Mi dimetto per giusta causa nei prossimi giorni, forse aspetto la sfida di Champions con l'Ajax. Comunque non mi faccio rosolare". Ma, al contrario, Adriano è restato e invece che farsi 'rosolare' è stato lui a 'bruciare' i suoi nemici. Barbara spingeva per cacciarlo e conquistarsi la guida definitiva del club, ma l'intervento di papà Silvio, volto a rimandare la questione, è bastato per far tornare Galliani. Una riconciliazione simbolica: dopo 27 anni di onorato servizio, ingiusto lasciar andare Galliani in maniera così brusca, ma in ogni caso la decisione era stata presa: via al ricambio generazionale, ma graduale e con tatto. E proprio l'arrivo di Seedorf dopo l'esonero di Allegri era il primo segnale, la prima tappa di questa nuova era rossonera. Eppure l'olandese ha fallito (per alcuni...) e dopo appena un girone di ritorno è già in discussione e sull'orlo del baratro. Così accade che la linea Seedorf-Berlusconi si infrange, e Adriano, destinato in quest'ottica ai margini decisionali, finisce col riconquistarsi il vertice della società. Altro che 'da rottamare', mentre zitto, zitto si gode dalla riva lo spettacolo del cadavere nemico passare, Galliani tornerà a dettare legge sul futuro rossonero. Battute ("Non parlo di Seedorf altrimenti perdo la causa" o "qui solo per un aperitivo" fresche di oggi) e grandi sorrisi davanti alle telecamere con la consapevolezza che Seedorf ha i giorni contati e che Berlusconi è già tornato sui suoi passi, Galliani aspetta solo il momento della rivincita. La vendetta è servita.