Pianeta Milanarchivio2014PATO: “MILAN, ETERNO AMORE. PSG? SILVIO BLOCCO’ IL TRASFERIMENTO, NON BARBARA…”
PATO: “MILAN, ETERNO AMORE. PSG? SILVIO BLOCCO’ IL TRASFERIMENTO, NON BARBARA…”
Arianna Alborghetti
fonte foto: sport.sky.itGiovane sì, eppure Alexandre Pato ha alle spalle una già lunga carriera fatta di successi (Scudetto e Supercoppa), ma soprattutto tanti infortuni. Il Corriere della Sera in edicola oggi lo ha intervistato dal Brasile dove attualmente gioca per il San Paolo (in prestito dal Corinthians che nel 2013 lo aveva acquistato per 15 milioni).Dico derby e lei a cosa pensa? "Alla partita più bella del vostro campionato. Chi non vorrebbe giocarla? Sono legatissimo al Milan, a cui devo il mio sviluppo professionale. A Milano ho vinto lo scudetto e la Supercoppa italiana. Lì ho giocato 150 partite e segnato 63 gol: il Milan avrà sempre tutto il mio amore". Il derby che ricorda di più? «Quello del 2 aprile 2011: torno da un infortunio, gioco, segno due gol, vinciamo 3-0 e l’Inter torna a meno cinque. Fantastico». Inzaghi allenatore la sorprende? «Era il suo sogno guidare il Milan: con la maglia rossonera è diventato un idolo». Non le fa tristezza vedere la sua ex squadra al settimo posto? «Mancano 27 partite, ribalterà la situazione e a fine campionato la rivedremo nelle posizioni a cui è abituata». Da quando è tornato al San Paolo ha segnato 12 reti e si è messo alle spalle i guai muscolari. «Sono stato accolto bene, mi ha poi raggiunto Kakà e soprattutto non ho più avuto infortuni. Posso solo ringraziare i medici per il loro grande lavoro». In passato lei ha puntato l’indice contro lo staff sanitario del Milan, eppure era stato condotto dai migliori specialisti mondiali. Cosa è stato sbagliato? «Non sono un medico e sarei avventato a muovere accuse specifiche. Mi limito ai fatti: ogni trattamento a cui sono stato sottoposto non ha funzionato. Solo qui i dottori sono stati in grado di farmi recuperare con calma e completamente». È stata dura perdere l’etichetta di giocatore rotto? «Mi sono posto mille domande, cercavo spiegazioni. Ho continuato a chiedermi cosa stesse succedendo e se fossi io il problema. Diciamo che la mia autostima ne ha risentito». Il suo legame con Barbara Berlusconi le ha causato problemi o imbarazzi nello spogliatoio? «Ho sempre tenuto separati gli aspetti personali da quelli professionali. Quella era la mia vita privata. Sono sempre stato un professionista e mi sono preso le mie responsabilità». Come vede Barbara alla guida del Milan? «Sono sicuro che farà grandi cose per la società». La gente è convinta che sia stata la sua ex fidanzata a bloccare il suo trasferimento al Psg nel gennaio del 2012. «Non è vero, fu il presidente Berlusconi. Lo stesso che mi portò al Milan e con cui ancora sono in contatto». Con il senno di poi non sarebbe stato meglio per la sua carriera accettare la corte dei parigini due anni fa? «No, la scelta migliore per me è stato tornare in Brasile perché solo lì sono guarito. La mia ossessione era recuperare dagli incidenti muscolari». Fra un mese riapre il mercato. Ora che si è ristabilito non ha saudade del calcio europeo? «Sono in prestito al San Paolo fino alla fine del 2015 ma mi mancano l’Italia e gli amici che ho lasciato». Negli ultimi mesi si è parlato dell’interessamento di varie squadre, dalla Fiorentina, al Napoli e all’Inter. Avrebbe problemi ad accettare la corte di un’avversaria del Milan? «Al momento sono rumors, sono concentrato sul San Paolo ma sono un professionista. Vediamo cosa succede, no?».