OK L’ATTACCO, MA E’ IL CENTROCAMPO CHE (I)TURB…A: QUANTO CI MANCA STROOTMAN
NON AL POSTO DI BALOTELLI - Sul giocatore, nulla da dire: ho avuto la fortuna di vederlo giocare quando non era ancora maggiorenne, in una nazionale argentina under20 con talento, ma in cui Iturbe (conteso fino all'ultimo dal Paraguay) faceva poco più che la comparsa a causa della giovane età. Poi, nella mia esperienza a Sportitalia, mi è capitato di commentarlo con la maglia del River Plate in un paio di occasioni: ecco perchè, all'esplosione in Italia, non mi sono mai inserito nella fila dei sorpresi. Iturbe sarebbe un colpo da big europea, perchè quel tipo di giocatore fa la differenza ovunque: è forse ancora un po' incostante, ma merita di essere aspettato. Contrariamente però a quanto è stato scritto da diversi media, l'operazione col Verona non sarebbe legata alla cessione di Balotelli, ma all'addio di Kakà: a Milanello infatti la fiducia in Taarabt non è mai stata altissima (si pensa che, alla Boateng, una volta riscattato abbassi il suo rendimento) e Inzaghi non vuole fare a meno di un altro uomo di fascia capace di saltare l'uomo e fare la differenza. Iturbe prima possibile, per Balotelli si vedrà: occhio però, in caso di cessione, a Mario Mandzukic.
VIA DE JONG - Iturbe-Balotelli-El Shaarawy, con Menez pronto dalla panchina: niente male. E dietro, Abbiati (che verosimilmente partirà davanti ad Agazzi), Abate, Rami (in arrivo), Alex e De Sciglio: difesa con un altro profilo rispetto a quella della scorsa estate, base salda su cui partire. Ok, ma a centrocampo? E' in mezzo che Inzaghi non sa al momento che pesci prendere: Pippo sa che la differenza di passo, nel calcio di oggi, si fa proprio in linea mediana e cerca rinforzi. Montolivo è out forse per tutto il 2014, De Jong dovrebbe essere ceduto: per l'olandese, in grande spolvero contro la Spagna, c'è l'offerta dell'Arsenal. A pesare sul suo destino, non tanto l'appoggio a Seedorf, ma il contratto in scadenza 2015: il Milan per sua filosofia, decide di rinnovare solo a pochi mesi dalla scadenza, ma questa volta evidentemente non si può aspettare. Di tre titolari allora, Inzaghi non ne ha neanche uno: blindato Cristante, ma tutto da verificare ad alti livelli, al momento il solo Muntari sarebbe pronto da buttare nella mischia.
PAULINHO L'IDEALE - La situazione è da allarme rosso: ecco perchè non si può assolutamente utilizzare soluzioni ponte di bassa qualità, come Pizarro o Lodi. E' inutile, francamente, metterci impegno per ricostruire andando a strappare Alex, Menez e forse Iturbe, per poi inserire nel reparto fondamentale giocatori da lotta salvezza: il Milan ha bisogno di un giocatore capace di fare entrambe le fasi con carattere, irruenza ma anche qualità e piede. Un esempio su tutti, Paulinho, che al Tottenham non ha fatto breccia nel cuore dei tifosi e che nel Brasile è titolare indiscusso: un giocatore moderno che fa la fortuna dei compagni ma che sa mettersi in luce anche da solo, un po' come fatto da Boateng nell'anno dell'ultimo scudetto. Ma un uomo solo non basta: su Baselli bisogna muoversi in fretta, perchè la Juve è rapace. Sale così un grande rimpianto per la scorsa stagione: se i 9 milioni buttati per Matri fossero serviti a coprire una parte dell'investimento Strootman, oggi il Milan avrebbe una base davvero di livello da rifinire per lottare sin da subito per lo scudetto. La priorità insomma è il centrocampista, con un occhio anche al Mondiale: sta nascendo, tra la diffidenza, il Milan di Inzaghi... Ma se le mosse saranno giuste, la sensazione è che Pippo, entusiasta per natura, possa contagiare sin dal giorno del ritiro tutti, creando una chimica positiva che può allargare gli orizzonti.Francesco Letizia (@Fraletizia)
© RIPRODUZIONE RISERVATA