Pianeta Milan archivio2014 MILAN TRA CESSIONI ED ACQUISTI, QUANTI SOLDI BUTTATI VIA…

MILAN TRA CESSIONI ED ACQUISTI, QUANTI SOLDI BUTTATI VIA…

Lorenzo Romagna

Fonte: milanday.altervista.org
Forse le accuse di Barbara Berlusconi rivolte all’eterno Galliani non erano state lanciate a caso, senza nessun nesso logico. Forse aveva iniziato a notare l’aria poco positiva di Milanello o forse ci ha semplicemente visto lungo, credendo – giustamente – che le scelte fatte dall’ad avrebbero potuto rivelarsi controproducenti. Tra le mille domande e gli innumerevoli “forse”, c’è solamente una certezza: negli ultimi tre anni, compreso questo ancora in corso, il mercato rossonero è stato, a dir poco, incomprensibile.La colpa, senza dubbio, non può essere data tutta al buon vecchio Adriano, ma una buona percentuale si. La famiglia Berlusconi pare che non abbia più voglia di investire come una volta, il che è anche comprensibile dopo 28 anni di presidenza. A questo punto, però, sorgerebbe di conseguenza una domanda: perché non vendere la società allora? Ma questa è ben altra storia e meriterebbe un capitolo a parte. Ritornando ai due amministratori delegati rossoneri, invece, si potrebbe forse dire che il “Re del mercato”, nomignolo assegnato a Galliani, negli ultimi anni sembra aver perso la corona.Il 67enne dirigente è riuscito, con pochi soldi, sempre a costruire una squadra decente. Ma quel che gli si rimprovera, probabilmente, è che quando ha avuto a disposizione buone risorse economiche, le ha spese per acquisti poco convincenti, forse anche in maniera abbastanza sbrigativa. Dopo i colpi, nell’estate del 2010, di Ibra e Robinho, l’instancabile dottore dalla cravatta gialla non ha più rispolverato colpi dal cilindro magico. A parte quel Balotelli, tra l’altro non cosi tanto magico. E gli effetti, come li ha visti lady B, li ha notati anche la piazza rossonera, prendendo di mira l’ad come un vero e proprio capro espiatorio.Facendo un piccolo bilancio dei calciatori acquistati e poi venduti, riusciamo a capire, magari, il perché di tante critiche nei confronti del dirigente milanista. E lo facciamo partendo proprio da Robinho, oramai nuovo giocatore del Santos, pagato ben 18 milioni tre anni fa e rivenduto a neanche uno spiccio. Stesso discorso per Matri, acquistato poco meno di un anno fa a 12 milioni e girato in prestito gratuito a Fiorentina prima e Genoa poi. Il discorso non cambia nemmeno se si pensa a Kevin Constant, riscattato a 8 milioni per poi essere rivenduto a 2,5. Per non parlare, poi, di Nocerino, Kakà, Traorè e gran parte del resto della rosa milanista, che ha subito una svalutazione esorbitante.In poche parole, i rossoneri, con la cessione di soli tre giocatori (Robinho, Constant, Matri), hanno raggiunto una perdita di 35,5 milioni di euro. Pensandoci bene, quelle accuse di Barbara Berlusconi non erano, poi, cosi tanto azzardate. Qualche buona critica – d’altronde – a volte potrebbe anche aiutare a migliorare. Galliani è avvertito, il tempo di fallire è ormai terminato. In questo mese avrà tutto il tempo di rifarsi, sempre che Berlusconi abbia voglia di tornare a cacciare la grana, come qualcuno insinua. “Il Re del mercato” torni a rindossare la sua corona. Il Milan ne ha bisogno.