Pianeta Milan archivio2014 MILAN IMPENETRABILE: QUANDO LA DIFESA DIVENTA UNA QUESTIONE DI GRUPPO…

MILAN IMPENETRABILE: QUANDO LA DIFESA DIVENTA UNA QUESTIONE DI GRUPPO…

Federico Albrizio

calciomercato-milan.it
L'ultimo derby tra Milan e Inter non passerà alla storia per lo spettacolo, ma un dato rilevante può far sorridere (cautamente) i tifosi rossoneri: Christian Abbiati si è notato solo per alcune uscite, perchè di tiri in porta non si è vista neanche l'ombra. Palacio, Icardi e compagni infatti, anche demeriti di tutta la compagine nerazzurra, non sono mai riusciti ad impensierire il portiere di Abbiategrasso, che ha solo potuto guardare sfilare di molto a lato due conclusioni dalla distanza di Alvarez ed Hernanes. Tanto basta: i rossoneri hanno finalmente riguadagnato la supremazia nella stracittadina, dopo 3 anni di astinenza, con un comodo 1-0 di capelliana memoria.La difesa è una questione di gruppo - Sicuramente nelle ultime settimane si è notata una netta crescita del reparto difensivo, con Rami, Mexes e Constant, ormai in sintonia tra loro, che hanno saputo garantire grande solidità alla retroguardia; il lavoro di Bonera come terzino bloccato poi ha contribuito notevolmente, anche se con De Sciglio/Abate si è mantenuto lo stesso equilibrio. Se il Milan però è tornato ad essere (quasi) impenetrabile, c'è un altro fattore da tenere in considerazione: i movimenti collettivi. Nel post-partita della sfida contro l'Inter infatti, lo stesso Seedorf spiegato come la ritrovata solidità difensiva sia merito del lavoro dei centrocampisti e degli attaccanti, sempre disponibili al sacrificio: mantenendo compattezza tra le linee e non lesinando forze in continui raddoppi sugli esterni i rossoneri hanno impedito ai nerazzurri di costruire una qualsivoglia manovra efficace e nè Jonathan nè Nagatomo hanno mai creato occasioni pericolose.Il modulo non conta, conta la filosofia - Questo il mantra di Clarence, finora sempre interpretato in relazione alla manovra offensiva. Questa sentenza però può essere applicata anche alla fase di non possesso: con 4-2-3-1, 4-4-2 o con il ritrovato 4-3-1-2, il risultato non è cambiato. Con l'ultima disposizione tattica indubbiamente il dispendio energetico è stato più contenuto, anche se nella costruzione del gioco si è perso qualcosa. L'importante per il tecnico dunque non è lo schieramento, ma il fatto che le linee restino sempre vicine e il pressing parta sempre dai giocatori più avanzati: d'altronde se l'azione viene subito rallentata, i difensori sono meno in affanno e risultano più lucidi nei momenti caldi della partita. In tutto questo Abbiati non ha potuto fare altro che ringraziare i compagni, godersi la vittoria nel derby quasi da spettatore e sperare che la situazione diventi un abitudine in casa rossonera.