Pianeta Milan archivio2014 MERCATO: IL MILAN E LA LOGICA DEL PIANO “B”

MERCATO: IL MILAN E LA LOGICA DEL PIANO “B”


FOTO TACCA/INFOPHOTO
Anche questa sessione di mercato estivo, a trenta giorni dalla sua conclusione, sta evidenziando i limiti strutturali della società Milan nel gestire qualsiasi trattativa con quel grado di autonomia finanziaria che consente, di norma, di portare a termine qualsiasi trattativa con l’atteso successo: perfezionare un trasferimento in entrata (o anche in uscita) alle condizioni migliori. A dire il vero quest'anno, il mercato rossonero, era iniziato con un certo anticipo rispetto alle ultime edizioni, con l’acquisto di Alex e Menez e il riscatto di Poli. Già si immaginava che la gestione del mercato potesse finalmente prendere una piega diversa, ma sembra invece, una pia illusione, almeno ad oggi.Abbiamo assistito alla solita litania di nomi eccellenti, puntualmente smontata pezzo dopo pezzo dalla spietata realtà dei fatti, e cioè che i nomi eccellenti (Cerci, Douglas Costa, Griezman, Criscito, Grenier, Emerenko, per citarne alcuni) restano dove sono, nella migliore delle ipotesi, o si accasano altrove, perchè costano troppo o perché la trattativa si allunga in uno snervante tira e molla sul prezzo e nel frattempo il giocatore si accorda con squadre disposte a sborsare di più. Come a dire che per cantare occorre aver voce.In questa particolare situazione è venuto alla luce un nuovo modo di gestire mercato, ristrettezze economiche e comunicazione: il prevedere comunque un piano "B". Se la trattativa per il giocatore A non va in porto, tranquilli che c’è il giocatore B (da cui il nome al progetto): se fosse questo il frutto di una seria programmazione delle risorse e delle attività faremmo i nostri sinceri complimenti all’ Amministratore Delegato per l’area tecnica e a tutto il suo staff, ma abbiamo il serio timore che così non sia, purtroppo, e che i vari piani “B” di cui è costellata la cronaca giornaliera inerente il mercato del Milan, siano solo il magro risultato di una corsa al ribasso, verso soluzioni di ripiego, dove vengono presi giocatori che costano poco ma che vengono pagati comunque più di quello che valgono. Come a dire, ancora una volta, che chi meno spende più spende.