Pianeta Milanarchivio2014LA SOCIETA’ DETTA LEGGE E SEEDORF PAGA. I SEGNI DI UN MILAN CHE NON FUNZIONA…
LA SOCIETA’ DETTA LEGGE E SEEDORF PAGA. I SEGNI DI UN MILAN CHE NON FUNZIONA…
Lorenzo Romagna
Fonte: www.repubblica.itE’ sbarcato a Milanello in punta di piedi, ha cercato di risollevare un ambiente scarico e ha provato a trasmettere ai giocatori le sue idee calcistiche. Clarence Seedorf, sin dal primo giorno di lavoro, si è impegnato al massimo e ha cercato di immedesimarsi nel modo più assoluto nel ruolo di allenatore del Milan. Dopo le prime settimane non facilissime, ma comunque frutto di un lavoro del tutto personale, dettato dalle sole sue idee, qualcosa in casa rossonera è cambiato.Dalle parti di Milanello tutti sembrano aver cambiato idea e abbandonato l'allenatore rossonero. Persino il presidente Silvio Berlusconi, autore assoluto della scelta di Seedorf come dopo Allegri. Eh si, perché la filosofia dell’olandese e il 4-2-3-1, che stava pian piano trovando i suoi equilibri, tutto d’un colpo non sono andati più d’accordo con le linee societarie. Agli alti strati della dirigenza rossonera -come abbiamo ben compreso- non interessano solamente equilibri e risultati, ma anche, e soprattutto, bel gioco.Per questo, il tecnico olandese ha cercato di accontentare la società, andando anche contro le sue idee. Il tutto al costo di far vedere al presidente quel modulo che da sempre lo ha affascinato: il 4-3-1-2. Tutto qui? Ma che! Seedorf ha provato ad accontentare Berlusconi in tutto e per tutto. Ha riiniziato a mettere in campo il blocco italiano, nonostante alcuni non meritassero. E’ tornato a giocare con le due punte, con tanto di Kakà in campo. Poi, come se non bastasse, nella gara contro l’Atalanta ha anche schierato Keisuke Honda titolare. Proprio come richiesto dal presidente: “Tanta tecnica e fantasia a ridosso delle punte”. Nonostante tutto, nonostante le mosse tattiche e gli schieramenti adoperati perché richiesti dalla società, Seedorf continua ad essere preso in giro. Non stiamo parlando dei silenzi o delle risposte incerte da parte dei dirigenti rossoneri riguardo il suo futuro, ma dell’intelligentissima (si fa per dire) frase sparata ai quattro venti da Galliani in tribuna nel match tra Atalanta e Milan (“Non gioca Taarabt, perché Seedorf è matto…”, ndr).Comunque, nessuna vicenda e niente polemiche. In via Rossi è bastata una semplice telefonata di Galliani a Seedorf per giustificare la frase assolutamente fuori luogo. D’altronde a Milanello sono ormai abituati, prima si lasciano sfuggire parole pesanti e poi si giustificano imboccando qualsiasi scusa. Il problema è che Galliani potrebbe averci marciato un pò su. Per questo, una domanda sorge spontanea: se in realtà se ne fosse accorto delle telecamere e le avesse usate per farsi leggere il labiale? Oramai non è da escludere più niente. In casa Milan è caos totale e a pagarne le conseguenze è sempre l’allenatore. Il Milan sta perdendo quello stile che lo ha contraddistinto per 28 anni. Sta sprofondando in un abisso sempre più buio. Qualcuno salvi la flotta rossonera, il futuro è tutt’altro che roseo...