LA LEZIONE DEL PROFESSORE: PAZZINI E 4-4-2 IN CORSA PER IL RUSH FINALE
Federico Albrizio
Giampaolo Pazzini e Mario Balotelli - fonte www.eurosport.yahoo.comMancano 4 partite al termine della stagione e il Milan si gioca il tutto per tutto per completare la rimonta Europa League: nelle ultime giornate è stato annullato il vantaggio di Inter e Parma e ora serve il balzo decisivo per conquistare il sesto posto. Le prossime due sfide però non saranno semplici: all'Olimpico contro la Roma seconda in classifica e successivamente un derby caldissimo, per la rivalità cittadina e per la qualificazione in Europa. Seedorf sta curando con attenzione ogni minimo dettaglio per non lasciare nulla al caso e sta provando anche alcune variazioni ai consueti schemi per mettere in difficoltà gli avversari e compensare alcune difficoltà presentatesi nelle ultime settimane.Kakà stanco - Il numero 22 rossonero non lesina mai impegno e sacrificio, correndo per tutto il campo per proporsi in attacco e ripiegare con i compagni quando il pallone è in possesso dell'avversario. Tuttavia il 4-2-3-1 è un modulo che chiede un dispendio di energie enorme anche al trequartista centrale e anche per Ricky, giunto ormai a 32 anni, la fatica comincia a farsi sentire: in alcuni momento della gara appare evidente l'affanno del fantasista brasiliano, che sparisce dalla manovra o risulta poco lucido palla al piede quando chiamato in causa dai compagni. Difficile però rinunciare a Kakà, che con la sua classe e la sua applicazione ha aiutato la squadra a ritrovare equilibrio, compattezza e morale in vista del rush finale. Seedorf però dopo vari esperimenti sembra aver perfezionato la giusta soluzione anche per questo tipo di inconvenienza.Cambio modulo in corsa: 4-4-2 con il Pazzo - Nelle ultime giornate Clarence sembra aver trovato la quadratura del cerchio per mantenere ritmi alti anche nel finale di gara: passare dal 4-2-3-1 al 4-4-2, togliendo una mezza punta come Kakà per inserirne una di ruolo come Pazzini. Con il centrocampo a 4 in linea infatti la squadra riesce a mantenere un buon equilibrio e ad assicurare comunque una costante spinta sulle fasce; inoltre la presenza di un centravanti vero dà profondità e permette a Balotelli di poter giostrare più lontano dalla marcatura asfissiante dei centrali avversari. Si veda ad esempio il finale del match con il Livorno, dove l'ingresso del Pazzo ha costituito il colpo di grazia per gli amaranto: 3-0 con una rapida verticalizzazione e gara chiusa a doppia mandata.Seedorf ha sempre sostenuto che la presenza di due punte dall'inizio era una soluzione difficilmente percorribile per l'assenza di alternative in attacco e per il timore di togliere equilibrio alla squadra, ma a partita in corso questa disposizione tattica può essere un'arma in più per i rossoneri su qualunque risultato: il modulo infatti consente di mantenere solidità difensiva qualora si debba difendere il vantaggio, ma non rinuncia a pericolose incursioni qualora sia necessario andare in gol. Specie con Balotelli e Pazzini là davanti: due che del gol hanno fatto la propria ragione di vita.