INZAGHI LEADER ‘ETICO’: ADDIO BAD BOYS?
Filippo Inzaghi (fonte foto: AP Photo/Luca Bruno)La celebrazione del nuovo corso in casa Milan è tutta (o quasi) nella persona di Filippo Inzaghi. Superpippo incarna e personifica l'esempio perfetto di manager moderno, con in testa idee chiare ed un'etica del lavoro marmorea, che a dispetto del suo ruolo lo fa sembrare una specie di eroe romantico senza macchia. Buon per lui, soprattutto se questo lato del suo carattere gli gioverà di farsi agevolmente accettare come leader. Perché un conto è se sei il capo per nomina diretta e lo porti scritto addosso, un conto è se chi dirigi ti riconosca come tale.Ora prendiamo due giocatori "a caso" Balotelli e Taarabt: evitiamo di aggiungere aggettivi a quanti ne sono stati scritti ed anche coniati di sana pianta sulle rispettive personalità. Poniamo l'attenzione sull'atteggiamento del leader nei confronti dell'uno e dell'altro. Il primo è atteso come il figliol prodigo, hanno già macellato non uno ma forse tutta la stalla, mentre dell'altro si ha notizia solo su Wikipedia se per caso uno non si ricorda come si scrive il cognome. Abbiamo letto e riportato l'altro ieri di notizie che lo volevano partecipe di qualche bravata notturna di troppo, che diamo per buona, ma che da sola non giustifica questa apparente differenza di comportamento (almeno nelle parole), tra i due giocatori. Possibile che solo Taarabt sia il cattivo, la pecora nera dai comportamenti non in linea con i principi di etica del lavoro di cui sopra, la nuova "mela marcia"? Pensate cosa potrebbe succedere, quale reazione potrebbe avere la squadra ad una delle prossime bravate di Balotelli! (certe trasformazioni avvengono gradualmente, non è pensabile che si cambi totalmente in tempi brevi). Oppure tutto ciò rientra nel gioco delle parti, nella cortina di fumo che da sempre esiste tra la verità aziendale e quella data in pasto agli organi di informazione, anzi ci auguriamo che sia così, per il bene di Inzaghi e del Milan, ovviamente. Concludendo, saper comandare implica il saper gestire il proprio gruppo con idee chiare, regole ferree ed equanimità: un po' Achab un po' Re Salomone.