INZAGHI, LA RABBIA E L’ORGOGLIO SOPITO: SIAMO IL MILAN
Federico Albrizio
Fonte: www.sportmediaset.mediaset.itLa prima conferenza stampa da allenatore della Prima Squadra di Filippo Inzaghi si contraddistingue sicuramente per l'intensità e il calore delle parole del Mister. Superpippo ha toccato molte tematiche importanti, da aspetti tecnici, al mercato, fino ad alcuni accorgimenti nella gestione del rapporto a livello umano con i giocatori. Il punto però che probabilmente ha scaldato maggiormente l'allenatore e i tifosi è stato sicuramente quello relativo all'orgoglio ferito di tutti i rossoneri: l'ultima stagione con il suo ottavo posto finale ha ferito in maniera pesante il cuore di tutti i sostenitori del Diavolo, abituati a vivere ben altro tipo di situazioni, e ha lasciato alcuni strascichi che si sono visti anche ieri a Casa Milan."Forse ci siamo dimenticati cos'è il Milan" - Inzaghi ha battuto molto su questo tasto, sottolineando come gli ultimi risultati deludenti non debbano far dimenticare la storia del club. "E' il sogno di ogni tecnico arrivare ad allenare il Milan, come il Real Madrid: siamo il club più titolato del Mondo", Pippo ha esordito così, mostrando tutto il suo affetto per i colori del Diavolo; poi però, conscio del duro lavoro che lo aspetta per riportare in alto la squadra, ha ribadito l'importanza di ricreare il "DNA del Milan", quello che accompagnava le formazioni vincenti di Ancelotti, per citare l'ultimo grande condottieri rossonero. Questo dunque l'intento del Mister: stuzzicare l'orgoglio di tutti, dai giocatori alla dirigenza, per lavorare al meglio e riconquistare le nobili posizioni in Italia e in Europa che meglio si addicono a questa società.La rabbia dei tifosi: un'arma in più per la prossima stagione -Non ci sarà solo l'orgoglio ferito del club a stimolare i giocatori nella prossima stagione: i tifosi hanno vissuto con sofferenza e rabbia le ultime delusioni e non hanno mancato di ribadirlo anche nel pomeriggio di ieri: "Un anno di rabbia, tornare grandi, tornare il Milan" recitava un grande striscione esposto dalla Curva Sud, sintesi perfetta dei sentimenti dei rossoneri. Inzaghi non ha mancato di toccare anche questo argomento: “Ho trovato un’atmosfera bellissima a Milanello e a Casa Milan. Non avevo bisogno di conoscere il tifoso del Milan, ma la sua passione mi sorprende sempre. Leggere i loro striscioni poi, ho visto la scritta “RABBIA”: è giusto, ci servirà per ripartire. Fa male sentire la musica della Champions e non esserci. Onorare la maglia per me è fondamentale, deve essere il nostro pensiero quest’anno”. Potrebbe essere questa quindi per il Mister l'arma in più per ripartire la prossima stagione: sul campo non scenderanno solo 11 giocatori, ma la rabbia e l'orgoglio di tutto il mondo rossonero, desideroso di tornare subito in alto.