Pianeta Milan archivio2014 INZAGHI CAMBIA- 4231 E MILAN D’ASSALTO. UN CAMBIO OBBLIGATORIO

INZAGHI CAMBIA- 4231 E MILAN D’ASSALTO. UN CAMBIO OBBLIGATORIO

Federico Albrizio

Filippo Inzaghi - fonte www.acmilan.com
Non avrà fatto la gavetta ma, quel che è certo, è che la sua prima esperienza da allenatore in una grande non verrà ricordata come una passeggiata. Dopo aver aspettato per tutta un'estate un attaccante mancino che giocasse largo a destra, Filippo Inzaghi si è ritrovato, a ridosso dell'inizio del campionato, senza che venisse esaudita la sua richiesta e con il dentro-fuori Torres-Balotelli preparato e servito. Ora, alla quarta di campionato, è già emergenza a centrocampo e non solo. Infatti in mediana alle recenti defezioni di Essien e Saponara si è aggiunta quella del giovane van Ginkel, che, nel primo tempo shock di Empoli, ha rimediato una distorsione alla caviglia destra, con tempi di recupero da quantificare. Al povero Inzaghi restano quindi i soli De Jong, Poli e Muntari, con quest'ultimo che nelle ultime due uscite non è sembrato in grandissima forma, tanto sotto l'aspetto fisico quanto sotto quello mentale.La presenza di due soli centrocampisti di ruolo ha quindi indotto Inzaghi a cambiare in corsa il modulo già nel secondo tempo di Empoli e, come tutto fa pensare, lo stesso verrà riproposto nel match casalingo contro il Cesena. A volte però il destino può sembrare più avverso di quello che poi è in realtà: il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 infatti, vista l’abbondanza di qualità nei trequartisti, darebbe sicuramente una svolta alla manovra rossonera, e potrebbe portare equilibrio in fase difensiva. De Jong inoltre potrebbe dare il meglio di sé con al proprio fianco un altro mediano, come ai tempi del City o come succede nella nazionale olandese.Una trequarti formata da Bonaventura, Honda e Menez darebbe quell’apporto di qualità e quantità che sono sembrati mancare contro Juventus ed Empoli. Il francese, peraltro, costretto sulla fascia come nel primo tempo contro i toscani ha una resa inferiore rispetto a quando viene lasciato libero di trovare la sua posizione svariando su tutto il fronte offensivo. L’inserimento in squadra di Bonaventura ha inoltre dato concretezza alla manovra, una qualità che a volte è sembrata mancare in El Shaarawy. Ad oggi poi sembra impossibile fare a meno del rinato Honda, che in queste prime uscite stagionali è sembrato il lontano parente del giocatore sbarcato lo scorso anno in Serie A.La svolta però, indipendentemente dal modulo, deve avvenire sotto il piano mentale; la squadra è sembrata svuotata e solo dopo esser stata sotto di due gol ha saputo reagire. I tifosi rossoneri si aspettano però un undici in grado di aggredire l’avversario sin dal fischio di inizio, come è sempre stato nel dna rossonero: ritornare a vincere e convincere, ritornare ad essere il Milan!Federico Lena