ultimouomo.itAlla fine sarà Pippo Inzaghi a sedere sulla panchina del Milan che verrà. La parentesi "Clarence Seedorf", e con lui quella "Barbara Berlusconi", è durata ben poco: vince Adriano, ancora irremovibile dopo 28 anni in rossonero. A novembre l'a.d. parlava di dimissioni e addio dopo le frecciate lanciate da Lady B, decisa a scalzarlo e conquistare definitivamente il comando in società. Eppure, sei mesi dopo, la rivoluzione tanto annunciata dalla figlia del presidente si è lentamente polverizzata sotto gli occhi soddisfatti di Galliani. Via Braida, via Allegri: Barbara sembrava ormai decisa ad avviare una nuova era rossonera. L'arrivo di Clarence Seedorf, poi, fortemente voluto proprio dalla lady, che nel frattempo si era aggiudicata la nomina di vice-presidente e a.d del Milan, pareva essere il definitivo sigillo rosa sull'avvenire rossonero.Ma si sa, Galliani è duro a morire: ha atteso il fallimento (se così può essere definito un girone di ritorno da terzo/quarto posto) dell'olandese e guardato con distacco Berlusconi soddisfare i capricci della figlia. Tramando nell'ombra ed escludendo sempre più Clarence, ha infine convinto il presidente a tornare sui suoi passi e ridargli nuovamente il pieno comando. Ed arriviamo così ad oggi quando, un anno dopo la riconferma di Allegri (allora a vincere fu ancora Galliani che insistette per trattenerlo), pare ufficiosa e quasi ufficiale la nomina di Pippo Inzaghi, cui si aggiunge quella del nuovo direttore sportivo: Rocco Maiorino, ex responsabile di osservatori e scouting, uomo fidato al servizio dell'imperatore Adriano. Area tecnica, scelta dell'allenatore e totale controllo decisionale del mercato, Galliani è tornato ed è più forte che mai.