IL MILAN CHE SARA’: CON SUPERPIPPO RITORNO AL 4-3-1-2
Arianna Alborghetti
Fonte foto: sport.sky.itPoche le certezze in questi tempi difficili in Casa Milan, ma se, come ormai pare certo, sarà Pippo Inzaghi l'allenatore del futuro rossonero, saranno due i punti fermi della formazione 2014/15. Il primo è la difesa a 4, imprescindibile caratteristica della Primavera rossonera, così come il centrocampo a 3. Vediamo allora quale potrebbe essere l'undici targato Inzaghi. In porta si alterneranno Abbiati, al suo ultimo anno, che dovrebbe fare da maestro al neo-arrivato Agazzi. Più indietro Gabriel che dovrebbe comunque restare e verrà tenuto d'occhio dal giovane allenatore che lo conosce bene. Difesa che vedrà invece dominare i colori azzurri: Abate, Bonera e De Sciglio (salvo follie di mercato) formeranno l'ossatura, Zapata e Mexes si contenderanno il posto vacante al centro, mentre Rami difficilmente lo rivedremo a San Siro. Si passa al centrocampo a tre quindi. L'infortunio di Montolivo, che ne avrà per 5 mesi, obbligherà Inzaghi a ripensare alle gerarchie. De Jong e Poli sono imprescindibili, Essien e Muntari sono invece destinati a restare seconde scelte. Ecco allora che potrebbe esserci il lancio definitivo di Bryan Cristante, in perfetta sintonia con la politica giovanile richiesta da Barbara Berlusconi e che Inzaghi vorrebbe sicuramente avviare. Avanti il dubbio è tra un attacco a 3 con due esterni (perfetto per riabbracciare Stephan El Shaarawy sulla sinistra), oppure il tanto desiderato (Silvio Berlusconi in primis) regista dietro le due punte. Per il ruolo il prescelto sarebbe il solito Kakà, che dovrebbe restare per un altro anno in attesa della chiamata americana, con le prime punte Balotelli (anche se la sua permanenza è a forte rischio) e Pazzini. Oltre al modulo, i dubbi restano tanti, soprattutto molto dipenderà delle scelte di Adriano Galliani sul mercato.