Pianeta Milan archivio2014 IL 4-3-3 “NON E’ UN DOGMA”

IL 4-3-3 “NON E’ UN DOGMA”

Federico Albrizio

Fonte: www.goal.com
Terminato il mercato da poco più di una settimana è tempo di bilanci in casa Milan. I fatidici tre giorni del condor hanno regalato a mister Inzaghi nuove pedine da poter schierare nel sempre più camaleontico scacchiere rossonero. Il 4-3-3 "NON E' UN DOGMA", parole e musica di Adriano Galliani. La rosa di calciatori messa dalla società in mano all'allenatore, infatti, garantisce grande flessibilità allo schema tattico adottabile dal mister piacentino, consentendo a quest'ultimo di modificare modulo e interpreti in funzione dell'avversario di turno e/o della condizione dei calciatori a disposizione. La prima giornata di campionato contro la Lazio ha messo in luce come il 4-3-3, tanto caro all'allenatore rossonero, possa garantire una sufficiente copertura difensiva e, al tempo stesso, favorire le rapide ripartenze degli esterni d'attacco. Il lavoro svolto in entrambe le fasi di possesso e non possesso da Honda ed El Shaarawy, abbinato a quello svolto da Menez schierato nei panni di "falso nueve", è stato infatti fondamentale ai fini dell'ottenimento dei tre punti.Tuttavia l'arrivo dei nuovi innesti Torres, Bonaventura e Van Ginkel offre numerose alternative allo schema tattico adottabile nel corso della stagione, consentendo così ad Inzaghi di passare dal collaudato 4-3-3 ad un più spregiudicato 4-2-3-1 o, in alternativa, ad un più classico 4-3-1-2 nel caso in cui torni utile la figura del trequartista. Data per scontata la titolarità di Diego Lopez in porta e di Abate, Alex, Zapata (o in alternativa Ramì) e De Sciglio in difesa, le uniche varianti tattiche riguardano centrocampo e attacco. Indiscutibile nella zona nevralgica del campo la presenza del gladiatore orange, Nigel De Jong, in grado di garantire corsa ed equilibrio al centrocampo rossonero. La diga in mezzo al campo, a seconda del modulo scelto da Inzaghi, potrebbe disporre dell'apporto di altri due o di un unico ulteriore centrocampista. In attesa del rientro dell'infortunato Montolivo la scelta ricade così sui "vecchi" Poli, Essien, Muntari o sul nuovo arrivato Van Ginkel, nel caso in cui l'obiettivo sia garantire una maggiore copertura e solidità alla difesa rossonera. Viceversa, se la partita dovesse richiedere una maggiore dinamicità e predisposizione offensiva della squadra, tornerebbe utile l'utilizzo del nuovo acquisto Bonaventura o dell'ancora inespresso Saponara, entrambi adattabili in caso di necessità al ruolo di mezz'ala in un centrocampo a 3.E' il reparto avanzato tuttavia ad offrire al tecnico rossonero la maggiore varietà di soluzioni tra moduli e interpreti a disposizione: sette uomini, più il giovanissimo Mastour, l'abbondanza certo non manca. Inzaghi ha dunque l'imbarazzo della scelta, nella speranza che i risultati gli diano ragione. Tenendo conto quindi del parco attaccanti messo nelle mani del mister, nel caso in cui si decida di proseguire con l'ormai collaudato 4-3-3, giusto allora puntare per il ruolo di prima punta sul nuovo arrivato "El Nino" Torres. Il "bambino" spagnolo, corteggiato sin dai tempi dell'Atletico, è desideroso infatti di riscoprire il suo antico feeling con il gol, perso durante gli ultimi anni di permanenza al Chelsea, e freme dalla voglia di conquistare gli onori del pubblico di San Siro replicando le gesta del suo nuovo mentore SuperPippo. Dalle retrovie pronto a subentrare a partita in corso il sempre affidabile Giampaolo Pazzini, rassegnatosi sì a ricoprire il ruolo di sostituto ma intenzionato a ribaltare le gerarchie dell'attacco rossonero, consapevole della stima mai nascosta da Inzaghi nei suoi confronti. Detto del ruolo di prima punta, è sulle corsie esterne che tuttavia il mister piacentino avrà i maggiori grattacapi. Scalpitano infatti per aggiudicarsi un posto da titolare i vari El Shaarawy, Menez, Honda, Bonaventura, Niang, con i primi due nettamente in vantaggio sui propri compagni di reparto per ricoprire rispettivamente il ruolo di esterno sinistro e destro dell’attacco rossonero.Diverso sarebbe invece lo scenario nel caso in cui Inzaghi decidesse di adottare un modulo maggiormente offensivo come il 4-2-3-1. Tale sistema di gioco infatti garantirebbe una maggiore chance a ciascun membro del quintetto d'attacco sopracitato di aggiudicarsi una maglia da titolare. Schierando infatti dietro la prima punta un terzetto del tipo El Shaarawy-Honda-Menez o El Shaarawy-Menez-Bonaventura, giusto per citare alcuni esempi, si assicurerebbe vivacità e imprevedibilità alla manovra rossonera; soluzione tuttavia praticabile solo a condizione che i prescelti siano disposti a sacrificarsi anche in fase di ripiegamento così da non sbilanciare eccessivamente la squadra. Ulteriore opzione, non contemplata da molti ma comunque a disposizione del tecnico rossonero, sarebbe affiancare alla prima punta un ulteriore attaccante così da aumentare la presenza costante di maglie rossonere nell’area di rigore avversaria, posizionando alle spalle della coppia un trequartista; ruolo più congeniale in questo caso al primo numero 10 di origine giapponese della storia del Milan. Varie sono quindi le strade percorribili, le alternative certo non mancano. Spetterà solo ad Inzaghi capire come e chi schierare per consentire al club rossonero e a tutti i tifosi di dimenticare gli insuccessi delle recenti stagioni e far sì che l’obiettivo stagionale, ovvero il raggiungimento di uno dei tre posti Champions, non si trasformi, per la delusione di molti, nell’effimero "sogno di una notte di mezza estate".Carmine Perri