GIOCO E CARATTERE, LE MANI DI INZAGHI SUL NUOVO MILAN
Redazione
it.eurosport.yahoo.comSì, Filippo Inzaghi ha ragione: "Qualcosa è cambiato". Ma non solo perchè - come ha spiegato l'allenatore rossonero - i giocatori si sono presentati 10 minuti prima dell'orario previsto alla riunione tecnica pre-trofeo Tim. No, quello non basta.Per la prima volta da quando Inzaghi è arrivato si è vista un'altra squadra. Il risultato non conta, non ci interessa adesso. Stiamo parlando di atteggiamento, tenuta fisica e organizzazione di squadra. Stiamo finalmente parlando di gioco. La mano di Inzaghi si è vista, anche se lui nega: il Milan è di tutti, calciatori in primis. Vero, ma il lavoro sta cominciando ad uscire.Più fraseggi veloci e di prima a centrocampo, ripartenze verticali con schemi precisi e provati in allenamento, linee strette in fase difensiva, ripiegamenti costanti degli esterni, grande sacrificio. E ancora: il lavoro dei terzini, che tanto aveva auspicato l'allenatore. De Sciglio, è riuscito ad attaccare e difendere. Abate e Armero ancora hanno qualche difficoltà. In fase di costruzione il play di centrocampo si abbassa sulla linea dei centrali difensivi, un po' più larghi, mentre i terzini si portano a ridosso della mediana. Lì si crea superiorità numerica, da lì nasce il nuovo Milan.E poi la posizione di Menez, un po' esterno, un po' falso nueve, quella di Honda, ala con libertà di accentrarsi in area e a metà campo, quando si deve fare gioco. Quello visto al Trofeo Tim è stato un abbozzo del Milan che verrà. E da quello che si è visto, si può essere un po' più fiduciosi perchè schemi e gioco ci sono, stanno nascendo e si stanno sviluppando. I campioni arriveranno col tempo. Un passo alla volta.