GAZZETTA: ANCELOTTI, DA MILANO A MADRID CON IL LAMBRUSCO IN MANO
Angelo Taglieri
Fonte: footballtransfer.blogosfere.itLa Gazzetta dello Sport in edicola oggi descrive la carriera di Carlo Ancelotti, elogiandone l'eleganza e la semplicità. Il tecnico di Reggiolo, ovunque sia andato, è sempre stato amato; apprezzato da tutti per i sacrifici da lui fatti. Molto scaramantico: a Parma se lo ricordano sempre con lo stesso cappellino portafortuna, a Milano è stato più volte ripreso con il rosario in mano; coraggioso nelle scelte di mercato: non volle Baggio a Parma, ma voleva portare Pep Guardiola; intuitivo: Pirlo gli deve tanto, fu Carlo a spostarlo da trequartista a regista; scherzoso: a Londra conquistò tutti alla prima conferenza ("Non so se Terry sarà ancora il capitano"), e in particolar modo Drogba, dopo che cantò "la società dei Magnaccioni" nello spogliatoio blues. Un uomo comune capace di grandi cose, al quale "basta pane, due fette di salame e un bicchiere di Lambrusco" per esser felice.